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San Giuseppe Vesuviano. All’ambasciata di Francia lo stile e l’eleganza di Gianni Molaro

giovedì 7 luglio 2011, di La redazione


Donne dagli enormi occhi giganti come quelli dei cartoni manga sfilano
per Gianni Molaro tra gli affreschi della famosa Galleria Carracci di
Palazzo Farnese, opera dei fratelli Annibale ed Agostino che la
decorarono tra il 1597 e il 1608, aperta per la prima volta
dall’Ambasciata di Francia per una presentazione di Alta Moda.

Quindici creature dalle enormi e stravaganti acconciature bianche, per
altrettanti abiti concepiti come sculture su cui costruire volteggi,
ellissi, straordinarie evoluzioni di tessuto, imprimere ed esprimere,
tagli, intarsi, ricami con la ricchezza e il gusto di quella
tradizione partenopea sempre presente nelle collezioni sartoriali ed
artistiche di Gianni Molaro, eclettico artista-couturier napoletano.

Inizia il gioco dei tre colori, il bianco, il nero e il fucsia,
miscelati, amalgamati, combinati, secondo uno schema pittorico ben
delineato, su abiti stilizzati dalle linee geometriche e voluminose.

Gli abiti corti hanno un curioso effetto tondo e sono arricchiti da
vortici sovrapposti di profili di volti femminili, ritagliati
direttamente sul tessuto. Oppure acquistano volume con rigide
crinoline che arricchiscono come guarnizioni.

Impalcature di tessuto trasparente, avvolgono le figure, disegnano
mondi irreali, proteggono il corpo come in un bozzolo, trasformando
l’abito in una impalpabile costruzione architettonica.

I corsetti sono ricamatissimi, i cappottini neri di marabù hanno
grandi colli e si trasformano anche in sontuose cappe foderate di
duchesse fucsia. Piccoli copri spalle di piume bianche, abbinati a
calottine, si indossano su abiti corti con gonne rigide intagliate e
ricamate.

Anche le scarpe, disegnate appositamente da Ernesto Esposito, hanno
punte accorciate e giocano sui tre colori con un effetto scacchiera.

La sposa, sia bianca che nera, non rinuncia a quei disegni geometrici
fatti abilmente con trasparenze e ricami, così perfetti da sembrare
sofisticati tatuaggi impressi sulla pelle.

Gli abiti lunghi prediligono uno stile sirena dalle profonde
scollature e dalle stravaganti bretelle che salgono come rampicanti
tra i capelli.

Tutti gli abiti sono accessoriati da lunghi e preziosi guanti alla
Gilda in pelle e raso, realizzati rigorosamente a mano e giocati in
una combinazione di intarsi nei tre colori della collezione.

Lo spettacolare trucco delle donne manga, realizzato da Vittorio
Sodano, che ha firmato quello di film come Avatar e Apocalypto, è
costruito con delle particolari protesi che ingigantiscono gli occhi
delle modelle di ben otto centimetri, rendendole animate creature
astrali.

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