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Una circolare vieta ai dipendenti comunali di bere e lavarsi le mani

Somma. Batteri nell’acqua del Municipio

sabato 9 luglio 2011, di Gabriella Bellini


DA METROPOLIS DEL 9 LUGLIO

Somma Vesuviana. Quando i dipendenti comunali hanno visto affiggere negli uffici un cartello con un ordine perentorio a non usare l’acqua corrente la preoccupazione è stata subito elevata. “Vietato usare l’acqua del rubinetto per bere o lavarsi le mani”. Un diktat allarmante, considerato che in municipio ci lavorano ogni giorno un centinaio di dipendenti, se si esclude i visitatori. Da ieri mattina rubinetti chiusi a Palazzo Torino. A causare il disagio non l’emergenza idrica che per giorni ha messo in ginocchio la cittadina, ma una quantità troppo elevata di batteri coliformi riscontrati dall’Asl nell’acqua dei serbatoi che servono il Comune. Ad informare i dipendenti una circolare fatta girare in fretta e furia a metà mattinata e che ha mandato nel panico soprattutto chi, fino ad allora, aveva già utilizzato l’acqua. A spiegare i motivi del provvedimento e a sedare gli allarmismi del caso ci ha pensato il sindaco Raffaele Allocca. “L’Asl di Marigliano nel corso dei controlli periodici che vengono effettuati sulle acque dei serbatoi di Palazzo Torino ha rilevato un alto tasso di batteri”, ha spiegato, “Per questo motivo abbiamo deciso, in via precauzionale, di allertare i dipendenti comunali per non farli usare l’acqua del municipio”. Questa mattina, però, secondo Allocca, il problema potrebbe essere risolto “con gli accertamenti che saranno effettuati da parte dei tecnici inviati sul posto dalla Gori”. Resta il dubbio sulle origini e la natura dell’inquinamento, circoscritto solo alla sede comunale di piazza Vittorio Emanuele III, che potrebbe essere di origine “dolosa”. Già questo inverno, infatti, i serbatoi in questione furono vandalizzati da alcuni balordi. Intanto, il sindaco ha anche emesso un’ordinanza che vieta ai cittadini di “utilizzare l’acqua potabile della condotta idrica per innaffiamento di orti, giardini, terreni in generale od usi similari”, chi contravverrà all’ordinanza sarà punito con una sanzione amministrativa di 100 euro, cifra raddoppiata in caso di “recidiva”.

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