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PRESENTAZIONE LIBRO

Casato Mucerino: la storia di Scisciano attraverso le sue famiglie

Il lavoro del preside Antonio Mucerino offre ai suoi lettori l’opportunità di immedesimarsi nel passato di uomini e donne che hanno fatto la storia di un cognome. Non a caso il testo è stato saggiamente definito da monsignor Mucerino “chimico” per la sua capacità di dare la vita a chi lo legge, suggerendogli emozioni e sensazioni indescrivibili, e a chi in esso è protagonista con il suo vissuto pregresso.

mercoledì 13 luglio 2011


Andare indietro nel tempo e rintracciare le origini di una famiglia per consentire a tutti coloro che hanno lo stesso cognome di scoprirsi parte di un tutto che si origina da un unico nome è l’idea alla base del testo “La storia di Scisciano attraverso le sue famiglie. Casato Mucerino”, curato da Antonio Mucerino, nativo di Scisciano, docente prima e dirigente scolastico poi, attualmente in pensione.

L’intento perseguito dal testo è fortemente originale ed evocativo, dato che esso dà la possibilità a chi ha lo stesso cognome di mettersi alla ricerca delle proprie radici e di far rivivere nella sua mente e nel suo cuore uomini, donne e bambini vissuti in un passato lontano che tuttavia riesce ad imporsi come un fresco ricordo.

Dalla lettura del lavoro del preside Mucerino è allora interessante constatare come da un solo uomo prenda vita una “stirpe” che si snoda in varie famiglie, le quali hanno il loro punto di partenza in Scisciano, ma che spesso poi consumano le loro vicende esistenziali altrove, in comuni o limitrofi o più lontani, talora localizzati anche all’estero.

Alla luce di tale considerazione diventa particolarmente significativo sapere che il capostipite della famiglia Mucerino è stato rintracciato a Somma Vesuviana in un tale Gioacchino Nocerino, nato presumibilmente nel 1708, padre di Michele. Quest’ultimo nasce con il cognome Nocerino a Somma nel 1728 per morire poi nel 1790 a Scisciano con il cognome Mucerino, come si evince dal suo atto di morte.

Appare dunque degno di considerazione il lavoro portato avanti dal preside Mucerino, che ha condotto una ricerca accurata e minuziosa impiegando il suo tempo nella consultazione di vari documenti, tra i quali libri dei battezzati e dei morti, atti di nascita e atti di matrimoni. L’autore del testo per trarre informazioni da ognuno di questi documenti si è dovuto spesso recare all’archivio vescovile di Nola e lo ha fatto con passione ed impegno, caratteristiche fondamentali di chi vuole riportare in vita nomi, notizie e situazioni di un passato talora dimenticato.

I motivi che hanno spinto il preside Mucerino a condurre la sua ricerca, le modalità attraverso le quali questa si è svolta e il modo con cui deve essere percepita sono stati illustrati in diverse occasioni proprio dallo stesso preside. Sia al teatro comunale di Scisciano lo scorso 9 aprile, sia nella sala dei Medaglioni nel palazzo vescovile di Nola lo scorso 10 maggio, all’interno di una rassegna culturale organizzata da monsignor Luigi Mucerino e don Salvatore Feola, il preside ha presentato al pubblico il suo lavoro rendendo chiaro a tutti che il suo testo è “poetico”, nel senso che chi lo legge non si trova dinanzi ad un manuale teorico sterile e nozionistico.

Il lavoro del preside Mucerino offre ai suoi lettori l’opportunità di immedesimarsi nel passato di uomini e donne che hanno fatto la storia di un cognome. Non a caso il testo è stato saggiamente definito da monsignor Mucerino “chimico” per la sua capacità di dare la vita a chi lo legge, suggerendogli emozioni e sensazioni indescrivibili, e a chi in esso è protagonista con il suo vissuto pregresso.

Sicuramente portare a termine un lavoro di questo tipo è stato avvincente per colui che lo ha prodotto; a Nola infatti il preside Mucerino ha insistito sulla gioia spesso provata durante la fase di composizione della sua ricerca e ha detto che recarsi all’archivio e consultare i documenti in esso contenuti è stato come avvicinarsi ad un vecchio baule collocato in soffitta, spesso dimenticato eppure capace di regalare emozioni ogni qual volta grazie ad esso si riusciva a concludere la storia di una famiglia oppure a portare all’attenzione notizie legate a morti premature o a rintracciare curiosità di varia natura.

Non è mai mancato neppure l’incoraggiamento del preside a sviluppare ricerche dello stesso tipo a quanti volessero cimentarsi in un’impresa simile. Solo una forte motivazione può essere capace di far concludere un lavoro come quello sulla storia del cognome Mucerino.

Il testo sulla storia di una famiglia di Scisciano, definibile in certo qual senso culturale e genealogico, ha avuto riscontri positivi ed è stato accolto benevolmente dal territorio in cui è stato realizzato. La sua efficacia risiede nel fatto che si prepara ad uscire al di fuori dei confini nei quali è nato, per la capacità di accordare gli interessi dei più colti con la spiccata sensibilità del popolo che in esso rintraccia un po’ della sua vita e di coloro che lo hanno preceduto.

Di sicuro allora diventa interessante avvicinarsi ad un testo come quello del preside Mucerino, utile a far riflettere tutti noi sulla necessità di recuperare a volte le nostre radici, affinché possiamo riscoprici come tanti rami facenti capo ad un unico fusto.

Anna Franzese

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