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Somma Vesuviana, volano gli stracci nel Pd: "Querelato Pietro Allocca e l’intera segreteria dei democratici per diffamazione"

giovedì 21 luglio 2011


Somma Vesuviana. Volano gli stracci nella sezione locale del Partito democratico. O meglio, più che stracci, sono querele. Secondo indiscrezioni infatti Crescenzo De Falco avrebbe querelato Pietro Allocca, il segretario dei democratici sommesi, e tutta la sua segreteria. A spingere il dirigente dei democratici sommesi all’atto contro il suo segretario sarebbe stata la famosa vicenda del manifesto dal titolo “voti comprati” contro il sindaco Raffaele Allocca firmato da sedicenti “NOI militanti di base”. I fatti. Il 7 maggio scorso, sull’onta della protesta delle donne che accusano il sindaco Raffale Allocca di aver promesso loro lavoro in cambio di voti (A proposito, ma che fine hanno fatto le signore? Stanno lavorando? E se si, dove?) esce un caustico manifesto del Partito democratico contro il primo cittadino. Pochi giorni ed il sindaco adirato minaccia di querelare il segretario Pietro Allocca il quale si scusa platealmente con il primo cittadino e fa presente di non essere l’autore del documento. Il 18 maggio viene indetta una segreteria nella quale si decide di sospendere Crescenzo De Falco ed addirittura si chiede, all’organo di garanzia provinciale dei democratici, la cacciata dello stesso dal Pd in base “all’articolo 13 comma 3 del regolamento che disciplina le sanzioni derivanti dalla violazione delle norme dello Statuto e del codice etico”. Il 9 ed il 22 giugno invece si tengono due infuocati direttivi cittadini nei quali viene confermata l’accusa a De Falco: è lui l’autore dei manifesti e soprattutto è lui ad aver falsificato la firma di Pietro Allocca sulla ricevuta di pagamento della tassa d’affissione presso la Geset. Da qui è partita la difesa del De Falco il quale oltre a Pietro Allocca avrebbe querelato anche Massiliano Martone, Maria Gabriella Esposito, Valentina Raia, Mario Coppola e Maurizio De Nino. E la beffa starebbe nel fatto che tra i querelati ci sarebbe anche chi ha partecipato, secondo autorevoli fonti dello stesso partito, alla stesura del famigerato manifesto. Ora si attenderà l’esito del provvedimento che punta a smentire l’accusa mossa a De Falco di aver apposto una firma falsa sulla ricevuta Geset né tantomeno di essere l’autore degli stessi manifesti.

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