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Delitto Rea, da Somma e Sant’Anastasia le telefonate di Parolisi a Ludovica

venerdì 22 luglio 2011, di Gabriella Bellini


DA METROPOLIS DEL 22 LUGLIO

Somma Vesuviana. La città di origine di Melania Rea, la vicina Sant’Anastasia, Castello di Cisterna e infine la romantica Amalfi luoghi che rivestono un’importanza particolare nel delitto della giovane mamma sommese. Luoghi in cui si incastrano le menzogne del vedovo Salvatore Parolisi in carcere proprio per uxoricidio. Il caporalmaggiore dell’esercito Parolisi ammetterà soltanto nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna di avere avuto una duratura relazione con la soldatessa Ludovica Perrone, interrogatori che i magistrati ascolani tennero il 10 e 11 maggio, e solo dopo che la relazione era stata già “scoperta” attraverso l’esame dei tabulati telefonici e dopo una prima audizione della stessa Ludovica. Il vedovo 32enne aveva ostinatamente negato ogni possibile relazione extraconiugale sia quando aveva denunciato la scomparsa di Melania che dopo che la moglie veniva trovata uccisa. Parolisi mentì agli inquirenti anche riguardo un’altra storia più breve che aveva avuto con un’altra soldatessa e del fatto di avere un cellulare che usava solo per Ludovica, “ammissioni” fatte nel corso della audizione a Castello di Cisterna.
Il fax e la scuola guida di Somma Vesuviana
Parolisi cominciò a mentire sin dalla scomparsa della moglie, il mattino del 20 aprile mentre erano in corso le ricerche di Melania il militare avverte i carabinieri che stanno indagando dicendo di aver trovato a casa la ricevuta di un fax datata 12 aprile inviato dalla moglie del quale però non sapeva nulla, segnalandolo come possibile elemento di interesse. I carabinieri scopriranno invece che l’utenza destinataria del fax era un autoscuola di Somma Vesuviana a cui Melania aveva inviato documentazione relativa alla sua patente. Una segnalazione falsa quella di Parolisi, sapeva bene di cosa si trattava e voleva “sviare” le indagini su eventuali motivi che avevano portato la moglie a d allontanarsi. Quella stessa mattina prima di avvertire gli inquirenti lui si era collegato a internet ed aveva fatto proprio una ricerca su Google sulle scuole guida di Somma riscontrando che il numero era lo stesso indicato sul fax, ma di questa ricerca non aveva detto niente ai carabinieri. In quel momento nega anche qualsiasi relazione extraconiugale anche se gli era stato chiesto proprio per capire cosa avessero spinto la 28enne a lasciarlo improvvisamente e invece si preoccupa di segnalare il fax dopo aver controllato su internet che l’utenza destinataria era una scuola guida sommese.

Le telefonate a Ludovica da una cabina di Sant’Anastasia

Il 2 maggio Parolisi chiama nuovamente Ludovica utilizzando una cabina telefonica di Sant’Anastasia e le dice di cancellare ogni traccia del loro rapporto su Facebook, di cancellare il profilo dove ci sono anche loro foto. Si tratta del falso profilo “Vecio Alpino” riferibile a Salvatore che verrà eliminato proprio da Ludovica l’11 maggio. Le raccomanda di dire che loro non si sentono da un anno, alle obiezioni dell’amante circa tutte le telefonate intercorse tra loro continuamente dice che erano solo per amicizia. Appena terminata la telefonata da Sant’Anastasia in auto dice (venendo intercettato) “era solo per amicizia e basta e se non capisce, ma poi solo l’amicizia rimane, poi solo per amicizia punto e basta ah.... Lo deve capire lei , deve capire”. Poi: “ma chi cazzo è..gli dico non mi chiamare e lei mi manda il messaggio...ehhh... Gesù mio...e no che te l’ho detto e se non te lo dicevo che faceva...ma guarda che questa è davvero scema questa ragazza.. Ah....ma che ignoranza veramente...guarda...questa è..questa è proprio…”.
Il movente nel viaggio ad Amalfi
Salvatore aveva promesso a Ludovica che nel corso delle vacanze pasquali e cioè nei giorni immediatamente successivi all’omicidio che lui sarebbe andato ad Amalfi a trovare lei, ma soprattutto a presentarsi ai suoi genitori come uomo separato e come fidanzato della figlia, questa volta nel caso di non mantenimento della promessa Ludovica era determinata a chiudere la storia con Salvatore. A riscontro di quello che gli inquirenti ritengono il movente del delitto anche il la prenotazione alberghiera fatta dal padre di Ludovica per i giorni 23 e 24 aprile per ospitare Salvatore.

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