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Striano. Processo Della Croce, ieri la condanna: 4 anni e sette mesi perchè violentò la moglie dinnanzi alla figlioletta di 4 anni

domenica 24 luglio 2011, di Giovanna Salvati


Striano. Chiuso il processo Della Croce: quattro anni e sette mesi perché violentò la moglie dinnanzi alla figlia piccola. Un incubo durato anni, una vita matrimoniale macchiata da quelle mani troppo lunghe di quel marito che lei aveva sposato credendo fosse perfetto, dolce, amorevole e soprattutto capace di costruire con lei la serenità di una famiglia. Un sogno trasformatosi in pochissimo tempo in incubo. Luciano Della Croce, 35enne di Striano, aveva più volte dato segni violenti all’interno della sua famiglia. La moglie, invano aveva cercato di giustificare e perdonare, ma poi non ha retto più. Dal 2007 al 2010 l’uomo aveva iniziato a spacciare e i suoi problemi con la droga lo avevano costretto a finire rinchiuso in una comunità. Quando è uscito dal comunità, sua moglie e la sua piccola non erano più li ad aspettarlo. La richiesta di separazione e soprattutto il veto assoluto che la moglie aveva dato al marito, hanno cosi aumentato il suo stato comportamentale, tanto da fare irruzione in casa. La donna ha cercato ancora una volta di comprenderlo, di fargli capire che ormai di quell’amore non vi era rimasto più nulla e che soprattutto lei aveva chiesto ormai il divorzio, ma l’uomo non ha per nulla compreso, viceversa da li l’incubo. Della Croce ha iniziato a perseguitarla: pedinamenti continui, telefonate offensive e minacciose, gli forava le ruote dell’auto per impedirle di uscire. Durante le discussioni e i litigi dai motivi più futili, usava le mani: schiaffi e percosse se solo la donna provava a contraddirla. L’ultimo episodio a marzo: la donna si trovava in casa quando Della Croce bussa alla porta. E’ particolarmente agitato, prima apre l’ennessima discussione con lei, nell’ira inizia a lanciare suppellettili e chiede di ripensare alla separazione. Ne parte una lite, la donna cerca di divincolarsi ma non ci riesce, l’uomo la spinge con forza nella camera da letto. Tutto si consuma sotto gli occhi innocenti ed impauriti della piccola figlia, di appena quattro anni. L’uomo non le risparmia lo squallido spettacolo: spinge la moglie sul letto, prima le mette le mani al collo cercandola di immobilizzare, le sue urla sono forti e cerca di farla zittire invano, quando riesce a bloccarla, inizia una serie di palpeggiamenti. Nel frattempo sono i carabinieri della locale stazione, coordinati dal maresciallo Antonio Botta ad intervenire sul posto. L’uomo viene arrestato e la donna senza esitare denuncia subito la violenza. Nei giorni scorsi l’ordinanza di custodia cautelare in carcere: è stata il giudice del Tribunale di Torre Annunziata, la dottoressa Elena Conte, a sigillare la chiusura del processo: per Della Croce una condanna da scontare di quattro anni e sette mesi. Ma per la giovane donna e la sua piccola la vita forse non sarà più come prima ma la responsabilità di una donna di un incubo da dimenticare e soprattutto una vita con le responsabilità di madre da riprendere, da ricostruire, cercando di cancellare i segni di una violenza, di soprusi ed offese, il tutto per la propria figlia.

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