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Somma Vesuviana, costruisce struttura abusiva nel Parco del Vesuvio. Nei guai il papà di un consigliere comunale

mercoledì 27 luglio 2011


Somma Vesuviana. Una violenza incarnata da una colata di cemento tra i vigneti del Parco nazionale del Vesuvio. Un abuso edilizio commesso da una Onlus (organizzazioni che nascono senza fini di lucro) la quale produce e vende vino Vesuvio, come riporta la scheda di presentazione sul sito www.lacrymachristi.it. Onlus presieduta dall’anziano padre di un consigliere comunale della maggioranza del sindaco Raffaele Allocca di Somma Vesuviana. Proprio così, chi dovrebbe fornire l’esempio ai propri concittadini, o almeno dovrebbe fare attenzione su ciò che accade nella propria famiglia affinché non emergano imbarazzi pubblici vista la carica, è stato pizzicato non una, bensì due volte nel violare le più elementari leggi sull’abusivismo all’interno di un Parco nazionale. I fatti hanno lasciato a bocca aperta una comunità desiderosa di comprendere realmente quale sia la classe dirigente nelle cui mani ha affidato i propri destini. Agli inizi di luglio una pattuglia del Corpo Forestale di Ottaviano nota, in via Cupa Fontana, una costruzione totalmente abusiva. I militari allora applicano i sigilli e denunciano un 81enne, G.T., che successivamente risulterà padre di un consigliere comunale passato a sostenere, dalle file dell’opposizione, la maggioranza del sindaco Raffaele Allocca. L’uomo è denunciato in qualità di responsabile Fondazione Lacryma Christi di Fontana Cupa del Vesuvio Onlus che su quei terreni, dove è stato sequestrato il manufatto di 160 metriquadri, ci coltiva un vigneto di Coda di Volpe. Un impianto, a detta di chi l’ha visitato, strutturato molto bene e con 3 anni di vendemmie alle spalle. Un vanto per il consigliere comunale che da suo account di Facebook diventa il primo testimonial del prodotto realizzato dalla Onlus. Passano una ventina di giorni. Ad intervenire in questo caso sono i carabinieri della locale stazione coordinati dal comandante Raimondo Semprevivo. Questa volta l’81enne è denunciato per aver violato i sigilli messi in precedenza dalla Forestale. All’atto del nuovo sequestro c’è un telone verde che copre la struttura in fase di ultimazione. Una struttura edificata in un fossato, lontana da occhi indiscreti, come nella migliore tradizione delle costruzioni abusive. Una tradizione che a questo punto è ad appannaggio un po’ di tutti. Anche di onlus che producono ottimo vino le cui bottiglie, come ha scritto il consigliere comunale sulla sua bacheca del popolare social network inventato da Mark Zuckerberg, “si lasciano capovolgere ben fredde a pranzo”.

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