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’LATVIAN NATIONAL OPERA’ - RIGA - LETTONIA

Il tenore Raffaele Sepe riguadagna la ribalta internazionale

Fresco dell’assegnazione del premio ’Paolinianum’ e della serata dedicata alle canzoni dei ’Gigli’, a Nola, il lirico piazzollese ritorna al celeberrimo teatro lettone per reincarnare il WERTHER. A settembre sarà in Giappone per una CARMEN dai risvolti fantastici a fianco ad artisti di fama mondiale.

domenica 31 luglio 2011, di Mauro Romano


Il tenore piazzollese Raffaele Sepe è a Riga già da qualche giorno per la messa in scena del suo “2° WERTHER”. L’evento è previsto per venerdì 5 agosto, a partire dalle ore 18,00 locali.

Un autentico ‘riesame’ dopo che lo stesso - insieme all’allora protagonista femminile, la mezzosoprano svizzera di origini canadesi Nora Sourouzian - al debutto abbia riscontrato un successo incondizionato, decretato dal numeroso pubblico e dalla critica specializzata per le tre ore e 30 minuti pressoché ininterrotte di spettacolo nel leggendario teatro ‘Latvian National Opera’ della capitale lettone.

“E’ stata un’esperienza indimenticabile interpretare Charlotte! Un evento magico che porterò sempre nel mio cuore e nei miei ricordi!”, furono le sensazioni confidate a fine spettacolo dalla Sourouzian … ed adesso affidate alla mezzosoprano polacca Malgorzata Panko, la ‘Carmen’ di tante occasioni co/protagonista del Sepe! Tra i due lirici si è instaurata una intesa pressoché perfetta dovuta ad interminabili ‘prove’, ad un impatto certosino coi personaggi loro affidati e non ultimo a doti caratteriali che non consentono di tralasciare nulla al caso! Per il Sepe è come a dire: “Cambiano le protagoniste, ma il leader è sempre lui!”.

Testimonianza oltremodo indicativa, il commento del maestro di Riga, Mosertas Pitrenas: “Il miglior Werther che abbiamo mai diretto!”.
Ma il più entusiasta di tutti rimase Lui, il Sepe/Werther, giustamente inebriato da un intercalare di emozioni e sensazioni fantastiche che oggi, a circa otto mesi di distanza dal debutto, stenta ancora a riferire.

“Entrai in scena da un balcone alto 10 metri vestito con camicia viola, colore che porta male nel teatro, ma che a me non ha impressionato affatto, talmente ero preso dal pathos dell’intero contesto. Ho provato subito una sensazione bellissima, di dominio …” ci dice nell’affidare l’esaltante ‘refrain’ al portentoso timbro di voce e a quello sguardo da navigante che scruta nei fantastici ricordi di un’esperienza forse irripetibile, anche se Raffaele non è certo nuovo a far ‘saltare il banco’, quando sale su un palco. Sia per un’opera lirica che in canzoni classiche napoletane, oppure in qualche inedito come l’ultima “Se fa luce ‘na speranza”, un atto d’amore verso la sua Piazzolla.

L’animale da palcoscenico, come più volte definito dal regista Andres Zagaras, nonostante arrivasse sfibrato dalle snervanti ‘prove’, confessava di non aver sentito la fatica. Evenienza quasi miracolosa, poiché Werther è sempre in scena! Dall’inizio alla fine! “Ricordo che il duetto del terzo atto ci fece lievitare, io e Nora. Scatenò in noi sensazioni magiche, stupende … eravamo un tutt’uno coi nostri personaggi! Di contro, l’atto conclusivo mi procurò una calma irreale, ancestrale. Sembrava che, per un prodigio sublime, a cantare fosse la mia anima!”.

E sveliamo un retroscena. Lo sparo dovuto al suo ‘suicidio scenico’ gli procurò un intenso dolore all’orecchio e, nonostante tutto, dovette continuare a cantare da terra. “Ma ero così immedesimato nella parte che la sensazione di dolore scomparve quasi subito”, continua il Sepe. “Anzi, mi passò un lampo nella mente, che mi riportò il ricordo di quando correvo tra i viali pieni di fiori del cimitero di Piazzolla, fino a fermarmi dinanzi alla tomba di mio nonno … e scambiarci qualche parola! Allora ho capito che Dio è sempre con me! Ed anche le persone care. Quelle che adesso condividono le mie stesse indicibili sensazioni, ma anche quelle che non ci sono più!”.

Adesso Raffaele Sepe concede il bis! E siamo sicuri che il neo/Werther susciterà ancora sensazioni fantastiche, al punto da poter ripetere riferendoci al passaggio del canto inserito nell’opera: “Pourquoi me reveiller?!”. "Perché svegliarmi!?"

Il ritorno al ‘Latvian National Opera’ di Riga, che ormai sembrerebbe averlo adottato quale ‘artista di punta’, avviene dopo aver conseguito successi e riconoscimenti anche in ‘Patria’. Lo scorso 1° giugno, infatti, nella sua Nola gli è stato conferito il premio ‘Paolinianum’, - ideato e condotto a livelli eccellenti da Enzo Iovino ed un competentissimo staff di collaboratori e giunto alla sua quarta edizione - poiché riconosciuto Artista in grado di portare con onore il nome di Nola oltre gli stretti confini paesani e per una carriera di tenore che, bruciando le trappe, ad appena trent’anni, sta lievitando come un buon pane, in ogni angolo di mondo.

Dall’America ai paesi dell’Est, dal nord al sud dell’Italia e, lo scorso anno, anche nella sua regione. Ricordiamo il doppio successo al ‘Festival Internazionale di Musica Lirica di Ravello’, e l’interpretazione del personaggio principale della ‘Tosca’ a ‘Villa Campolieto’ di Ercolano. Quel Mario Cavaradossi affidato a tenori di fama mondiale, che gli è tanto caro per le sensazioni inenarrabili che gli sa infondere ogni volta ne abbia l’opportunità di incarnarlo!

Al teatro ‘Umberto’ di Nola, Raffaele Sepe ha ritirato l’ambito premio in un contesto eccelso poiché a ricevere lo stesso riconoscimento figuravano il celeberrimo m° Roberto De Simone, attuale presidente del teatro ‘San Carlo’ di Napoli, il regista/scrittore Federico Moccia e l’icona dei paranzari nolani, quel Gaetano Talese che, nonostante da tempo abbia ‘appeso le barre al chiodo’, ha lasciato un ricordo indelebile sul modo di condurre un giglio, anche nelle condizioni proibitive di un passato da considerarsi pionieristico.

Ognuno ha concesso il proprio contributo in rapporto alla propria ‘ARTE’. Ed anche Raffaele Sepe ha regalato un saggio della sua bravura in due interpretazioni del tutto in antitesi da loro, e che, casomai ve ne fosse bisogno, hanno testimoniato, ancora una volta, la poliedricità del suo talento, del suo adattamento ad ogni situazione di recita/canto, e, non ultimo, ai campi artistici a cui viene invitato ad operare.

All’inizio del secondo atto dell’evento, Raffaele Sepe intonò “Se fa Luce ‘na Speranza” – testo di Mauro Romano e musica del m° Geminiano Mancusi – un brano inedito dedicato alla ‘SUA PIAZZOLLA’ come un atto d’amore ed un’esortazione ad intervenire sui problemi che assillano la popolosa frazione di Nola, dove il lirico è nato e risiede, impegni artistici permettendo. Ancora SUO fu il tripudio finale con ‘Nessun Dorma’. E chi ne dubitava!!!

Un tris di interpretazioni in aggiunta ad una suggestiva esibizione ‘corale’ della sigla finale, nella serata dedicata alla rivisitazione delle canzoni dei ‘Gigli’, ha confermato ancora l’attaccamento del nolano alla sua terra. Il decano del sempre più importante evento, ne è divenuto l’identificazione per le sue originali doti interpretative che conferisco a brani anche di oltre mezzo secolo fa, un fascino del tutto particolare.

Dopo un paio di settimane di meritato riposo, Raffaele Sepe volerà in Giappone, dove, a Tokio, dal 4 al 20 settembre, è prevista una sublime ‘Carmen’. Nel ‘tour’ - gestito dalla reggenza del ‘Teatro Comunale di Bologna’ - all’artista nolano è stata affidata la ‘cover’ del maestro internazionale tra i più apprezzati al mondo, il tenore bavarese naturalizzato svizzero Jonas Kaufmann. Oltre alla ‘Carmen’, suoi cavalli di battaglia ‘La Traviata’, la ‘Manon’, la ‘Madama Butterfly’ e simili, portati nei teatri più importanti del mondo: il ‘Lyric Opera of Chicago’; l’Opera’ di Amburgo; la ‘Scala’ di Milano; al ‘Convent Garden’ di Londra; all’Opera National de Paris’, per indicarne alcuni.

Ad affiancare il gotha del teatro lirico mondiale ci saranno artisti altrettanto validi e rinomati. Ad addentare una fetta di storia di un evento lirico internazionale ci sarà il tenore piazzollese Raffaele Sepe!!!!!!

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