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Riunione Ato3. 27 sindaci su 43 dicono sì all’aumento della tariffa idrica

I comitati di Pomigliano e Somma Vesuviana si ribellano

giovedì 4 agosto 2011, di Isabella Esposito


Ventisette sindaci su quarantatre nella riunione dell’Ato (ambito
territoriale ottimale) dell’area vesuviano sarnese dicono sì
all’aumento delle tariffe per la gestione idrica e i comitati “Acqua
pubblica” si ribellano. Tra questi anche Raffaele Russo primo
cittadino di Pomigliano d’Arco. Un tavolo quello di ieri mattina,
riunitosi dopo due precedenti convocazioni saltate. Approvato un
rincaro dal 7per cento al 15 per cento sull’oro blu, gestito dalla
G.O.R.I. Spa. Eppure il comitato pomiglianese dice: “il 12 e 13 giugno
scorso ben il 60per cento dei cittadini di questa città ha votato sì
al referendum, scegliendo l’acqua libera da qualsiasi tipo di profitto
privato”.I sindaci però, pare che continuino a ragionare nella stessa
logica. “Russo aveva detto di essere un sindaco volto ad ascoltare i
propri cittadini nel programma elettorale, perché in questo caso non
l’ha fatto?” aggiunge Erasmo I. anche lui membro attivo del comitato
cittadino pomiglianese. Fu lo stesso Russo, inoltre a firmare in
Piazza Primavera con tanto di foto i moduli a sostegno del referendum,
contro il decreto Ronchi. “Se le amministrazioni comunali non
rispondono alle istanze dei cittadini sono tutte, di destra sinistra e
centro, da delegittimare” dice Gennaro S. del comitato, “necessario è,
che sia da parte dell’Amministrazione si rafforzi la volontà espressa
dai cittadini, dovremmo chiedere per questo al sindaco un
provvedimento tutto diretto a realizzare la linea manifestata il 12 e
13 giugno alle urne”. Il vero paradosso però nasce per Somma
Vesuviana, che alla riunione all’Ato non era rappresentata dal proprio
primo cittadino e che per l’esito del voto vedrà applicarsi ugualmente
l’aumento. Inoltre, come sostengono dal comitato centrale, “oltre al
danno c’è anche la beffa”. Difatti, lo stesso comune non ha ottenuto
dal Ministero dalla Salute la deroga per una concentrazione troppo
alta di fluoruro nelle acque distribuite alla popolazione, per cui
l’acqua di questi di tali territori non è potabile. C’è da dire
soprattutto, che la stessa Somma ha avuto nel mese di luglio rubinetti
a secco per oltre dieci giorni. Una mancanza di acqua che la società
G.O.R.I. ha attribuito più volte ad una carenza idrica. Paolo è uno
dei cittadini che ha partecipato alle proteste di luglio. In quel mese
ha espresso il proprio dissenso alla mancanza e gestione dell’acqua
incatenandosi in Piazza Trivio. “Ho partecipato al tavolo di ieri
mattina” dichiara Paolo “e l’aumento è stato giustificato con un
miglioramento del servizio. Perché però, mi chiedo, i sindaci dei
comuni interessati all’aumento non si sono riservati la possibilità di
voto in un momento successivo? Quando ci sarebbe stato l’effettivo
miglioramento del servizio idrico cittadino, prima di dare il proprio
consenso?”.

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