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Recinzioni contro i rifiuti commissionate ai costruttori che hanno denunciato il sindaco, il figlio e l’assessore Angri

Somma. “Lavori per difendere la casa del vicesindaco”

venerdì 5 agosto 2011, di Gabriella Bellini


DA METROPOLIS DEL 5 AGOSTO

Somma Vesuviana. Lavori a casa del sindaco, lavori di manutenzione per conto del Comune ed infine lavori lungo la proprietà della famiglia del vicesindaco, tutte opere mai pagate. Continua il racconto degli imprenditori edili Ernesto e Vincenzo Sodano che hanno denunciato per tangenti e minacce il sindaco Raffaele Allocca, il figlio Celeste e l’assessore all’Ambiente Lello Angri. “Nel 2008 ho eseguito dei lavori che mi furono richiesti dall’architetto Filomena Iovine (dirigente dell’ufficio Tecnico comunale, ndr)”, racconta Ernesto, “dovevamo recintare con paletti, cemento ed una rete di protezione la proprietà del vice sindaco Camillo Giordano, padre dell’attuale vice sindaco Francesco, in via Pigno. Servivano perchè era il periodo dell’emergenza rifiuti e molta gente gettatava la spazzatura nei terreni allora con le recinzioni si difendevano le proprietà private da questi gesti vandalici. Lo facemmo anche in altre zone della città, quei lavori sono ancora visibili e non mi sono stati mai pagati anche se ammontavano a circa 12 mila euro”. Altri 10mila euro i Sodano doveva incassarli, ma così non è stato, per opere effettuate alla scuola di via Costantinopoli a Rione Trieste. “Era il gennaio del 2009”, spiegano i due fratelli imprenditori, “nei giorni di festa prima che riprendessero le lezioni, fummo convocati, sempre dalla Iovine, con una certa urgenza perchè dovevamo assolutamente montare un ponteggio interno ed esterno alla scuola. Una ditta che si occupava di realizzazione di infissi in alluminio doveva essere in condizione di sostituire quelli esistenti. Presentai il conto, ma i soldi non li ho mai avuti, mentre il fabbro fu interamente pagato. Nel luglio del 2009 i carabinieri intervennero in via Venezia dove si trova un terreno che appartiene a nostro padre, lì avevamo depositato i sanpietrini (nella foto) che avevamo tolto dalla pavimentazione di via Aldo Moro, ci era stato detto che poi li avremmo riutilizzati per fare altri lavori, invece sono venute altre ditte a ritirarli dal nostro terreno”. All’epoca i costruttori furono anche denunciati per quella “discarica abusiva” ed il sindaco si prese la responsabilità del caso dichiarando che il Comune aveva chiesto agli imprenditori di conservare quel materiale di risulta. I due costruttori hanno denunciato gli amministratori raccontando di aver versato una tangente di 2500 all’assessore Angri dopo che gli era stato richiesto dal figlio del sindaco, in “cambio” degli appalti che la loro ditta edile avrebbe ottenuto dal Comune. “Ci avevano fatto sapere che se non stavamo al posto nostro ci avrebbero mandato i ‘cani addosso’”, aggiungono Vincenzo ed Ernesto Sodano, “non abbiamo mai capito a cosa volessero riferirsi quelle minacce, ma le prendemmo seriamente soprattutto considerato che Celeste Allocca aveva un ruolo particolare, essendo il figlio del sindaco e che quindi poteva influire nelle decisioni del padre. Non ha compiti precisi nell’Amministrazione, però spesso si accompagna agli amministratori ed in particolare ad Angri. Preoccupati che ci potessero escludere dal giro delle manutenzioni decidemmo di pagare”. Poi però non l’hanno più fatto e non hanno più incassato i soldi che dovevano avere indietro: circa 120 mila euro. Una situazione che era cominciata già nella campagna elettorale del 2008 con un piccolo buffet. “Il sindaco mi chiese 300 euro”, conclude Ernesto, “che dovevo dare alla nipote che lavora al Comune perchè gli servivano per una manifestazione dalle suore e anche allora pagai”.

NELLA FOTO CELESTE ALLOCCA ED IL VICESINDACO FRANCESCO GIORDANO

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