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Somma. Parla il proprietario del ristorante dissequestrato

Dall’incendio ai sigilli, guai per “La Paperacchia”

lunedì 8 agosto 2011, di Gabriella Bellini


DA METROPOLIS DEL 7 AGOSTO

Somma Vesuviana. Un’estate difficile per i proprietari del noto ristorante “La Paperacchia”. Prima un incendio che ha devastato parte del locale a causa di una bomba di tipo rudimentale, due giorni fa il sequestro della struttura ricettiva da parte dei carabinieri e dei tecnici dell’Asl, provvedimento che però ieri mattina è stato mutato: la procura ha infatti disposto il dissequestro.
Estate difficile, dunque, ma che non frena l’energia e la voglia di fare del proprietario, Gaetano Molaro, 62 anni, la sua è una famiglia di ristoratori da generazioni. Due giorni fa, quindi, i militari della locale Stazione hanno effettuato un sopralluogo nel ristorante di via Zingariello con la collaborazione del personale dell’Asl di Marigliano e dipendenti dell’ufficio Tecnico comunale, a seguito dei controlli gli uomini dell’Arma hanno denunciato, in stato di libertà, per abusivismo edilizio Molaro in quanto proprietario della struttura. Il personale ha ispezionato il ristorante accertando che i locali, in particolare una delle sale, la cucina, i bagni ed un deposito, erano stati realizzati senza autorizzazione e mancavano alcune prescrizioni obbligatorie previste dall’Asl. L’immobile di una superficie complessiva di 400 metri quadri, stimato dagli intervenuti, per un valore complessivo di 2 milioni di euro è stato sequestrato insieme a varie attrezzature per la ristorazione che erano presenti nei locali. Ma ieri mattina il contrordine da parte della procura di Nola, perché gli abusi sono stati commessi ben prima del 2000. Insomma, già ieri sera il ristorante avrebbe potuto riaprire, a spiegare perché resterà per qualche altro giorno chiuso è lo stesso Molaro. “Sono andato qualche giorno al mare”, spiega, “trovare del personale di sabato pomeriggio in agosto non era cosa semplice, ho preferito sistemare le piccole prescrizioni che mi sono state date dall’Asl e riaprire nei primi giorni della prossima settimana. Si tratta davvero di sciocchezze, una porta che dava sulla cucina che invece di essere chiusa fino al tetto aveva un’apertura, e degli aspiratori d’aria per i quali erano state predisposte le uscite, ma non erano mai stati installati. Nulla, ci tengo a dirlo in maniera chiara, che abbia a che fare con l’igiene e la pulizia. Lavoro in questo campo da decenni e non sono mai venuto meno a certe regole”. Vicenda più complessa invece quella che riguarda gli abusi edilizi e burocratici. “Mi è stato spiegato che la licenza che avrei non sarebbe in regola”, aggiunge stupito l’imprenditore, “Ho acquistato la struttura nel 2004 con tutta la licenza commerciale, e i proprietari nell’atto notarile attestarono che era tutto in regola, anzi ora loro stanno cercando la documentazione perché voglio poter dare tutte le spiegazioni necessarie alle autorità competenti. Per quanto riguarda gli abusi edilizi, nel 2004 ho fatto alcuni lavori presentando una Dia al Comune, se ho fatto qualcosa che non avrei dovuto fare, l’Ente avrebbe potuto segnalarmelo allora. Ma sono pronto a sistemare e togliere tutto quello che non è in regola”. Infine, un dettaglio non torna a Molaro, il valore del suo immobile: “Hanno scritto che vale 2 milioni di euro, magari. Se qualcuno mi offre 500 mila euro sono pronto a venderlo”.

Messaggi

  • Al sig. molaro una medaglia gli debbono dare,invece da tanti anni che esiste la paperacchia adesso si accorgono se ci fosse l’abusivismo,siete veramente ridicoli.Vai Gaetano sei una vera persona onesta.

    franco casagrande

    • Caro Casagrande, vorrei sapere come hanno fatto a dare tutte le autorizzazioni necessarie affinche la paperacchia fosse operativa, visto che abusi furono commessi e abusi sugli abusi sono stati commessi.
      Questo è il ridicolo.

    • Non c’è una sola attività commerciale nelle nostre zone che non sia abusiva almeno in parte. le amministrazioni non possono chiudere un occhio prima e poi svegliarsi all’improvviso

    • Hai ragione, con quali autorizzazioni amministrative sono state rilasciate le autorizzazioni che dice di avere il sig. Molaro. Quali autorizzazione ha anche la struttura tenda dove vi è l’associazione dei giovani che fanno wanbar, chi sindaco ha rilasciato licenze o permessi a costruire, quali pareri hanno dal Soprintendenza titolare del vincolo. Se siete onesti come dite allora documentate il tutto con le foto in possesso dei militari o altri che vi sanno dire se nel 1994-95-96-97-99-200-2001-2003 vi era su quel suolo quello che vi è oggi.
      Giorgino

    • Buonasera,
      Diretore Bellini,

      In merito a questo articolo ma anche ad articoli come le presunte autorizzazioni rilasciate dall’ ufficio tecnico passando per le presunte tangenti pagate dai costruttori di somma vesuviana, le chiedo di fare delle onsiderazioni:

      E’ mai possiblie che l’amministrazione comunale di Somma Vesuviana sia sempre all’ oscuro di tuto oppure che non sappia al momento o peggio che risponda dopo 10 giorni?

      Per il caso del ristorante La paperacchia non facciamo i finti tonti, sappiamo tutti come erano i luoghi fino a 6 anni fa.
      Quindi sig. molaro non prenda in giro noi utenti, magari prenda in giro qualcuno che VOGLIA farsi prendere in giro.
      Ci rimettiamo nelle mani della legge affinchè possa finalmente smascherae il SISTEMA che è attivo in questo paese
      dove l’omertà rappresenta il primo articolo e dal quale pochi si sottraggono.

      Sig. Molaro fossi in lei farei due passi indietro e magari non rilascerei le ultime interviste sul caso della sua
      struttura, anzi sarebbe opportuno fare un MEA CULPA.

      Direttore invece per quanto le riguarda vigileremo anche sul vostro operato poichè siamo stufi di tutte queste brutte storie che man mano stanno venendo fuori.

    • Buonasera a lei,
      come dice nel suo messaggio anche noi aspetteremo la legge. Sarà la magistratura a stabilire chi abbia ragione, chi torto, chi abbia commesso un abuso, chi no, chi l’abbia favorito. Noi come giornalisti abbiamo soltanto il compito di informare. A tal proposito non comprendo il suo ultimo messaggio "Direttore invece per quanto le riguarda vigileremo anche sul vostro operato poichè siamo stufi di tutte queste brutte storie che man mano stanno venendo fuori". Me lo spiega? Non so se intenderlo positivamente, come l’intento di seguirci e confrontarsi con noi, o negativamente come una minaccia che già ci è stata mossa da un consigliere comunale che professa il suo essere cattolico e democratico, cioè quella di tirare fuori gli scheletri dai nostri armadi...Mi faccia capire grazie.

    • Buonasera,

      il mio non è un attacco a lvostro giornale,
      ma le domando questo punto chiaramente se tale attività (parliamo della paperacchiaù9, debb essere aperta e lavorare senza avere i requisiti necessari.

      Se veramene siete(e spero di si), iberi
      da ogni pressione riproponete tale articoli tra i primi.

      In modo da dare possibilità a tanti cittadini di dire la propria, poichè non è ad ora molto visibile.

    • salve le dico solo questo se lei è senza peccato scaglia la prima pietra

    • carissimo direttore,

      Il vostro gaetano molaro ha dichiarato quasi un mese fa che dopo i sigilli apposti al suo locale aveva preferito allungare le ferie per poi riaprire dopo ferragosto.

      Fatto sta che ad oggi 3 settembre il locale la paperacchia vede ancora apposti i siggilli fuori le sue mura.

      dato che penso sia anche un vostro sponsor come anche lo è di altre redazioni regionali e provinciali, penso non sia onesto da parte vostra non parlarne piu oppure ancora peggio insabbiare quello che sta succedendo
      alla paperacchia.

      Di sicuro quest’articolo gli utenti lo vedranno postato anche su altre redazioni online poichè come lei ben sa la divulgazione è al primo posto, cosa che fate sempre tranne che per il famoso locale la PAPERACCHIA. Che anche nel suo nome sembra voler prendere in giro i sommesi o giu’ di li poichè fino ad oggi sono sempre riusciti a farla franca.
      Una volta mancano le concessioni una volta un timbro o peggio ancora opere
      palesemente abusive.

      Non dimentichiamo che il titolare della Paperacchia è stato anche titolare del più famoso ristorante rose rosse il quale è stato costruito in pieno parco vesuvio, meglio ancora:
      ad un altezza per la quale anche i vecchi piani urbanistici non prevedevano alcun manufatto.

    • buongirono direttore,

      Eravamo sicuri che non avrebbe mai e poi
      mai pubblicato l’articolo inviatovi 2 giorni fa sulla situazione della paperacchia,

      ci rivolgeremo ad altri

      Saluti
      Avete perso altri 3 lettori

    • Il direttore è appena rientrato dalle ferie, o non mi è consentito andare in ferie? Minacciate, dite che siamo come gli altri..che "La Paperacchia" è un nostro sponsor...ma almeno sapete leggere o siete miopi? Appena ho visto il vostro commento l’ho convalidato, ma sarebbe opportuno che voi prendeste la briga di firmarvi quando scrivere qualcosa di così grave. Sapete vero che il vostro Ip può essere dato alle autorità competenti in caso di querela? A noi tocca informare non indagare, quello è il ruolo di forze dell’ordine e magistratura.

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