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S.Anastasia. L’opposizione chiede un consiglio straordinario sull’ipotesi di una discarica

“Sindaco, fai chiarezza sui rifiuti”

lunedì 15 agosto 2011, di Gabriella Bellini


Sant’Anastasia. Una preoccupazione: che dietro all’accordo programmatico siglato tra la Provincia e i 18 Comuni della zona rossa, ai quali si è aggiunto Striano, possa nascondersi una drammatica realtà per Sant’Anastasia, l’apertura di un sito di stoccaggio per rifiuti indifferenziati. Tradotto: una discarica. Per togliere ogni dubbio i consiglieri comunali di minoranza hanno deciso di chiedere un consiglio comunale monotematico dove si discuta proprio di questo argomento. “Abbiamo letto l’accordo programmatico della Provincia in cui non ci risulta nessuna proposta da parte del nostro sindaco riguardo i rifiuti”, spiega Raffaele Coccia del Psi, “una posizione che ci lascia con le spalle scoperte, il silenzio di questi giorni ci preoccupa. Abbiamo affisso un manifesto, chiesto un tavolo programmatico e un incontro con il sindaco per organizzare un incontro con esperti della materia. Già la prossima settimana chiederemo un consiglio comunale ad hoc sui rifiuti, richiesta siglata da tutti i partiti d’opposizione. Intanto, come partito ci stiamo organizzando per incentivare la raccolta differenziata anche nelle scuole. A settembre chiederemo ai presidi di poter parlare agli alunni, la raccolta al momento è al 45% una percentuale che non ci rincuora. Bisogna evitare di creare rifiuti che vanno in discarica. Abbiamo letto che nella nostra città ci sono delle cave dimesse che potrebbero essere usate per rifiuti indifferenziati, credo sia una impossibile. Considerato che Sant’Anastasia già in passato ha ospitato rifiuti non graditi alla popolazione: quelli tossici che ci hanno lasciato con un’alta percentuale di malattie tumorali”. La mancanza di impianti in città, sembra alla minoranza politica, un escamotage per l’apertura in futuro di una discarica. “Abbiamo la necessità di capire che destino avrà la nostra città”, afferma Paolo Esposito, Udc, “Apprezziamo l’accordo programmatico siglato per la gestione dei rifiuti, però ci siamo accorti che Sant’Anastasia non ha nessun impianto, un’anomalia, come mai non abbiamo un ruolo in questa filiera che riteniamo giusta. Si ipotizza la dislocazione sul territorio di una discarica, ma non abbiamo notizie certe, su questo aspetto emerge la totale assenza dell’Amministrazione sembra che alcuni consiglieri di maggioranza non conoscano neanche l’argomento. Ecco perché vogliamo un consiglio comunale monotematico. Oltre alla necessità di costruire una commissione permanente di vigilanza e di studio per far si che si discuta e gestisca in maniera responsabile il problema. Altro aspetto è quella della differenziata. L’accordo dice che entro il 2012 dobbiamo raggiungere il 65%, non vediamo da parte del Comune impegno in tal senso, a meno che non hanno piani che renderanno noti prossimamente e considerando lo stato attuale non crediamo che l’obiettivo sia raggiungibile. Siamo disponibili a dare contributo per il bene della comunità”. Riguardo l’accordo programmatico stilato dalla Provincia consigliere del centrosinistra, Giacomo Gammella dice: “C’è stata poca chiarezza rispetto al documento firmato dai sindaci. Il fatto che Sant’Anastasia sia esclusa dalle città tra le quali ci sia un impianto per i rifiuti già stabilito, e invece il sindaco continui a dire che in città non ci saranno discariche ci fa credere che proprio da noi venga allestito un sito per i rifiuti indifferenziati. Vorremmo che si discutesse di questo argomento in consiglio comunale in maniera pubblica per dissipare ogni dubbio”. Nei giorni scorsi Carmine Esposito aveva firmato un manifesto in cui diceva “Tolleranza zero” rispetto a chi sversa i rifiuti in modo errato. “Sono d’accordo con il manifesto”, aggiunge Gammella, “anzi dirò di più: sono pronto a dare il mio contributo affinchè i cittadini accolgano l’invito dell’Amministrazione ad aumentare la raccolta differenziata. Sono anche del parere che Sant’Anastasia debba dare il proprio contributo affinchè nell’area vesuviana si completi la filiera della raccolta dei rifiuti. Resto dell’avviso, però, che il nostro territorio ha già dato in passato e quindi debba ora ospitare un impianto che sia a bassissimo impatto ambientale”. Infine, il Pd. “Il problema di cui parliamo che non ha nulla a che vedere ideologie partitismi ma problema riguarda tutti i cittadini”, afferma Peppe Maiello, portavoce dei Democratici, “Chiediamo con forza all’Amministrazione che tutte le forze politiche possano contribuire e partecipare in maniera seria alla soluzione del problema che ormai da troppi anni vede mortificati i nostri territori. Vogliamo essere presenti al tavolo dei sindaci della zona vesuviana per dare il nostro contributo. E’ necessario cominciare ad essere concreti ed attaccare problemi alla loro origine, come qualcuno del mio partito è solito dire dobbiamo iniziare a volare alto, se no mai risolvere problemi attanagliano comunità. Sant’Anastasia negli anni addietro è stata terra di nessuno con sversamenti di rifiuti tossici, chiediamo un impegno da parte dell’Amministrazione perché si faccia portavoce presso gli organi sovracomunali, per far partire la bonifica del territorio. Sono previsti 651 milioni di euro che devono andare in Provincia potrebbero essere utili a questo scopo, la nostra città intanto potrebbe dare il suo contributo alla gestione dei rifiuti dell’area vesuviana con un impianto a basso impatto ambientale che non arrechi ulteriori danni. La differenziata poi è scesa quest’anno di quasi 3 punti e mezzo percentuali rispetto all’ultimo anno della giunta Pone, per fine anno in base all’accordo deve arrivare al 50%. In che modo l’Amministrazione crede di poter raggiungere questo obiettivo? Lo avrebbe potuto fare con l’isola ecologica, ma la realizzazione p stata dislocata altrove e ora è ferma per il ricorso al Tar di alcuni cittadini, visto che dovrebbe sorgere nei pressi di una scuola. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo per fare in modo che la città dia il suo apporto importante alla filiera per lo smaltimento rifiuti e chiudere questa emergenza che perdura da anni”.

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