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Terzigno. Un libro per raccontare gli orrori di una discarica tra le lacrime dei cittadini

mercoledì 24 agosto 2011, di Giovanna Salvati


Terzigno.Ancora indignazione, ancora una terra che puntualmente continua ad essere l a”terradi nessuno” una terra bruciata, estirpata, violentata ed offesa. Questa lasintesi della denuncia di un breve racconto che porta la firma di FrancescoPaolo Oreste, il poliziotto barricadiero autore del libro che si è schieratodalla parte dei cittadini, dei manifestanti, ma forse più di tutto dalla partedella gente che difende la propria terra e la propria salute. Un racconto fattodi rabbia e di dolore, ma anche di speranze che è tra i finalisti del Concorso LetterarioNazionale “Giri di Parole”, indetto da Navarra Editore, con il suo racconto daltitolo “La rivoltata”. Un’opera inedita, che racconta una storia già vissuta edesprime dissenso dinnanzi a scelte politiche che non tengono conto dei dirittidei cittadini. I protagonisti sembrano essere gli stessi di un copione cheormai si replica senza né se e né ma: non manca nessuno all’appello. C’è Stato,la Camorra, la gente. I volti di chi urla, i volti di chi si dispera e di chilotta, da un lato lo Stato che ha schierato l’esercito, la polizia, i carabinieri, la finanza, il genio civile, laprotezione civile, i ministeri dell’ambiente, della difesa, dell’interno e dall’altral’umile gente, la povera gente che scompare sotto tonnellate di rifiuti. “Unasera – scrive Francesco Paolo Oreste – eravamo davvero tanti, così tanti che lestrade erano occupate dai nostri corpi, così tanti che i camion dellaspazzatura, i camion dei veri camorristi, non potettero passare, dovetterotornarsene indietro dai veri camorristi. E questi si lamentarono con lo Stato. Ilgiorno dopo un generale, furioso, disse che quello che stavamo facendo eraassurdo, che quello che ora stava facendo lo Stato fino a quel momento lo avevafatto la camorra, la camorra che aveva seppellito rifiuti e veleni nel parco ein ogni dove e nessuno si era mai sognato di protestare, Ora, invece, tutti aribellarsi. Vigliacchi con la camorra, ribelli con lo stato. Assurdo”. E luifermo li, a lottare impotente dinnanzi a chi continua a sversare.

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