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Prodotti anastasiani? Garantita l’origine

venerdì 26 agosto 2011


Sant’Anastasia – Nasce la certificazione del prodotto di origine certa, quella comunale. Il Sindaco e l’assessore al commercio hanno portato a compimento l’iter per “marchiare” con il logo comunale tutti i prodotti che hanno origine nel Comune di Sant’Anastasia. Imprese, artigiani e coltivatori possono segnalare al Sindaco, Carmine Esposito, sia i prodotti di origine territoriale, che la ditta produttrice e chiedere che il prodotto o il produttore venga iscritto nel registro comunale “Denominazione Comunale di Origine – De.C.O.” con possibilità di utilizzare il logo del comune per meglio affrontare il mercato.
Ritirando presso l’ufficio preposto gli appositi moduli, ciascuno dovrà, sotto la propria responsabilità, impegnarsi: a rispettare, in caso di attribuzione della De.C.O., le disposizioni dello specifico regolamento comunale, il disciplinare di produzione o le indicazioni contenute nella scheda descrittiva del prodotto, approvati dal Comune; che nella produzione, trasformazione, preparazione, commercializzazione ed etichettatura del prodotto sono rispettate tutte le norme vigenti; che non sono impiegati prodotti transgenici, ovvero contenenti organismi geneticamente modificati (O.G.M.); di accettare i controlli che potranno essere disposti alla sua azienda in ordine alle corrette modalità di preparazione del prodotto De.C.O. Alla domanda va allegata la scheda descrittiva del prodotto in cui sono indicati: l’area geografica di produzione e/o lavorazione, le caratteristiche peculiari del prodotto e, per gli alimenti trasformati, l’elenco degli ingredienti.

“Un provvedimento di grande portata socio-economico-turistico è l’aver approvato a fine luglio scorso, grazie alla sensibilità dell’intero Consiglio Comunale, il regolamento dei prodotti a “Denominazione Comunale di origine – De.C.O.” per dare sviluppo e/o creare attenzione in merito al turismo e ai prodotti del territorio. Come si può ben rilevare – spiega l’assessore Felice Manfellotto - trattasi di un momento di pregio, per assegnare al nostro territorio la giusta attenzione a sostenerne lo sviluppo, nonché l’immagine da veicolare oltre i confini comunali. Ciò nell’interesse e solo nell’interesse degli anastasiani, al di là di quelli che sanno battersi solo il petto. Tengo a precisare che tale regolamento si presenta momento necessario e importante per dare sviluppo e concretezza ai prodotti del territorio. I prodotti de.co. sono e rappresentano il fiore all’occhiello di Sant’Anastasia. Finalmente i prodotti agro-alimentari e quelli artigianali prettamente collegati al territorio, con la loro specificità e peculiarità organolettiche, possono superare il limite della territorialità”.

“Connotare i prodotti agro-alimentari e quelli artigianali con il marchio di qualità De.C.O. – afferma il Sindaco, Carmine Esposito - significa assegnare al territorio comunale anche il riconoscimento di quanto viene dalla tradizione, perché in molti casi i nostri prodotti artigianali e alimentari rappresentano la storia del nostro popolo. Significa genuinità, produzione certificata di qualità e salubrità del prodotto. Significa sviluppo economico e commerciale, incremento occupazionale e sopratutto rilancio del territorio”.

Messaggi

  • In un momento in cui si fatica a rispettare le norme comunitarie ed europee per la tracciabilità dei prodotti ecco l’idea, le norme sono comunali ed il comune controlla. Chi e come, non si sa, certo ci sono norme ed uffici regionali che si preoccupano dei controlli igienici, per fortuna. Prima di fare un marchio, il comune, anzi la polizia municipale, dovrebbero controllare quanti non avendo l’allaccio alla fogna comunale svuotano il pozzo nero nei terreni, specie giù ala Starza. Infine, il marchio Sant’Anastasia? Fuori siamo conosciuti per 2 cose: la vendita a rate (usura) e per il santuario, anche se la stragrande maggioranza di chi viene da fuori pensa che madonna dell’arco è un altro paese e quindi scrivere che un prodotto è di sant’Anastasia è controproducente.Prendiamolo come un colpo di sole estivo

  • Siete proprio alla frutta,non sapete cosa inventarvi per distogliere la gente da grandi problemi del paese,volete far dimenticare le false promesse della campagna elettorale,specialmente l’ass. agli eventi,spiega un pò alla gente perchè per il bicentenario sono stati spesi 140 mila euro,e per gli anastasiani rimasti in città per il periodo di agosto solo 7200 euro iva inclusa per 10 films ogni films prodotto nelle piazze alla comunità è costato 720 euro.
    Il 15 agosto sant’anastasia sembrava un paese isolato dal mondo sembrava che il sindaco avesse messo ordinanza di coprifuoco,volete far passare questa specie di marchio doc come se fosse una cosa clamorosa.Andate a lavorare che e meglio.
    non mi firmo perchè sarebbe troppo facile rispondere rispondete alla cittadinanza,non solo all’associazione di maglietta.

  • I veri prodotti anastasiani sono quelli non prodotti dagli anastasiani, che sono solo commercianti, di olive e altro. Che sarebbero sti prodotti locali? E come aumentano i posti di lavoro? E0 uno scherzo? Chissà.. l’unica cosa certa è che al comune mancano sempre i soldi, amndano le cartelle esattoriali, ma ci sono i 100.000 euro ogni anno per pagare 9 (NOVE) "staffisti" che si pavoneggiano al Comune. Grazie sindaco

    • A parte gli staffisti che si "pavoneggiano" al comune, tutti giovani entusiasti per il miracolo ricevuto in tempi di disoccupazione totale, e che pensano che stare nel PDl fa "figo", gli altri hanno votato questa amministrazione per la zona rossa. Le famiglie dei costruttori, degli usurai, degli investitori imprenditori "prenditori" che speravano e sperano di fare gli stessi affari di quando il sindaco era Manno ed il vicesindaco Carmine Esposito. Le faccende tipo il marcho San’Anastasia doc sono solo fumo negli occhi per distrarre gli allocchi...staremo a vedere

    • Io ho votato questa amministrazione e scelto questo sindaco e non sono nè un usuraio nè un costruttore................la ZONA ROSSA va eliminita in quanto sta distruggendo e impoverendo il nostro territorio, ma lo sapete che se io voglio fare una serra..una serra capite? non la posso fare perchè il vincolo della zona rossa me lo vieta. Quindi andate a fare i demagoghi da un altra parte, forse dalle parti di sesto sanno bene che le costruzioni servono a creare ricchezza, Penati un grande dei Ds verrà distrutto e stritolato da magistrati prezzolati e con lauti stipendi.

      SIETE TUTTI DEI BUFFONI

    • Sono d’accordo con elettore anastasiano, siete tutti dei buffoni! ma insomma in campagna elettorale era stata promossa la riduzione della zona rossa, e invece si parla di valorizzazione del turismo, la stessa fuffa di Bassolino, tutto in continuità...qaundo si vedrà qualcosa di serio???

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