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Napoli: Nomine Asl, terremoto politico in casa Udc . De Mita al palo, Sommese affila gli artigli

martedì 27 settembre 2011, di Giovanna Salvati


Napoli. Mali accordi e strappi sulle nomine Asl: De Mita si dimette.Formalizzate le dimissioni del vicepresidente della Regione Campania, Giuseppe De Mita e nessun ripensamento sulla decisione di lasciare l’incarico maturata ieri sera nel corso della seduta di giunta durante la quale si e’ discusso delle nomine Asl. Un punto assai “scottante” che ormai da circa un mese continua a creare malumori e terremoti interni, sino al crollo definitivo di De Mita. “Una decisione sofferta ma obbligata” spiega chi è vicino al vicepresidente che ieri ha abbandonato la seduta presentando una lettera nella quale annuncia le proprie dimissioni.

La frattura alla base della decisione risale a qualche mese fa, quando nella rappresentanza Udc in seno alla giunta regionale si erano create due posizioni: la prima, quella dell’assessore alla Gestione del personale, Pasquale Sommese, vicino al presidente Caldoro , ben deciso ad andare avanti, e quella piu’ critica del vicepresidente De Mita, nipote dell’ex premier, che in passato aveva gia’ preso le distanze dal compagno di partito in occasione della riforma della macchina amministrativa regionale, messa a punto proprio da Sommese. Ed è stato il governatore campano Caldoro, a tirar dritto sul tema sanità, una sorta di certezza ormai già definita sui nomi che avrebbero riempito le caselle. Per l’esponente Udc cui è affidata la delega al Turismo questa è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. E cosi al momento del voto, l’unico a votare contro è stato proprio lui, a votare a favore invece il collega di partito e di giunta Pasquale Sommese. Un gesto che ha cosi aumentato i malumori. De Mita ha a abbandonato la seduta e via a stilare le sue dimissioni, che sono state consegnate questo pomeriggio, senza nessun “ripensamento” ed eventuale pax, che quando si parla di politica sembra non mancare mai. Quello che però sembra non andar per il verso giusto e rimanere ancora sospeso come grosso interrogativo è il perché di questo improvviso muro.

Senza dubbio una prima spiegazione potrebbe essere dettata dall’ultimo panorama politico comunale: Caldoro, avrebbe cosi ricevuto pressioni dal Pdl per mettere l’Udc fuori dopo la vicenda Raimondo Pasquino alle comunali di Napoli, senza pensare minimamente di sanare la frattura che risale a diversi mesi fa, quando in seno ai centristi si erano create due fazioni: una più vicina al presidente, rappresentata dall’assessore Sommese e dal presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, e l’altra più critica testimoniata dai De Mita. Il tutto rispolverando il famoso diktat del premier Berlusconi che a marzo invitava le giunte comunali e regionali targate Pdl - quindi anche quella Caldoro - a fare a meno degli esponenti del partito di Casini. I terremoti romani hanno però fino ad oggi avuto scarsa eco a Santa Lucia. I contrasti sul fondamentale comparto della Sanità (80% della spesa regionale) hanno potuto molto di più della politica dei forni: divisi a Montecitorio, uniti altrove. Ma per Napoli segnali di squilibrio erano già arrivati in occasione della riforma della macchina amministrativa regionale, presentata due mesi fa da Sommese il nipote dell’ex premier democristiano si era astenuto.

Nel dettaglio sulle nomine Asl il vicepresidente avrebbe voluto per l’Asl di Avellino un nome diverso da Sergio Florio, in quota Pdl. Allo stesso modo, il nipote di Ciriaco De Mita, per molti regista della decisione presa nella notte, non avrebbe gradito la scelta di Maurizio D’Amora, espressione comunque dell’Udc, ma area Sommese, alla Asl Napoli 3 Sud. Quello che però rimane da chiarire è la mancanza di certezza in accordi e pressioni, un verdetto quello delle nomine Asl che segna ancora una volta le rivalità interne che naufragano nell’Udc, dove inevitabilmente sul fronte opposto, continuano a navigare invece ombre come Cosentino e il suo predominio politico.

Entro domani, la Regione dovrà presentare le nomine a Roma, al tavolo interministeriale per gli adempimenti contenuti nel Piano di rientro dal deficit, al quale lo stesso Caldoro porterà anche i risultati ottenuti finora per il risanamento tra cui lo sblocco del turnover, in seguito al riconoscimento del piano da parte del ministero dell’Economia, e la riduzione del 13% della spesa farmaceutica, così come certificato dall’Agenas.

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