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S.Anastasia. Coltiva marijuana, "spacciandola" per origano: arrestato

giovedì 29 settembre 2011, di Gabriella Bellini


DA METROPOLIS DEL 29 SETTEMBRE

Sant’Anastasia. Undici piante di cannabis indica alte tre metri, fatte crescere ripiegate a 45 gradi per impedire che fossero visibili anche da lontano, nonostante il furbo “escamotage” i carabinieri le hanno individuate arrestando in flagranza di reato il coltivatore. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Castello di Cisterna (agli ordini del tenente Antonio Orlando) hanno arrestato Aniello De Martino, 50 anni originario di Casalnuovo, ma residente a Sant’Anastasia per coltivazione, produzione e detenzione di sostanza stupefacente. Il blitz degli uomini dell’Arma in via delle Gemme n°108 a Sant’Anastasia, qui De Martino, che nella vita fa l’agricoltore e venditore ambulante di verdura e frutta, ha un appezzamento di terreno di circa 2mila metri quadri, una parte della coltivazione però era stata dedicata proprio alle piante dalle quali si ricava la marijuana. Sono state rinvenute e sequestrate, saranno presto distrutte, 11 piante del peso complessivo di 24 chili, tre erano ancora nel terreno, altre erano state già messe in una serra per l’essiccazione. Singolare la giustificazione che il venditore ambulante ha dato poi ai carabinieri. “Scusate”, ha detto agli uomini in divisa, “non sapevo si trattasse di piante vietate, ero convinto che fosse origano”. Un origano particolarmente aromatico, che essiccato vale decine di volte di più della semplice spezia tanto comune nella cucina partenopea.
Insieme alla coltivazione “stupefacente”, il contadino aveva anche insalata ed altre verdure, ed infatti sul cancello all’ingresso dell’abitazione vi è scritto che si “vendono fagioli e pomodori”. De Martino è stato poi tradotto nel carcere di Poggioreale a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La seconda coltivazione illegale scoperta a Sant’Anastasia in poco più di 10 giorni. Il 17 settembre un carabiniere fuori servizio nel corso di una passeggiata sul monte Somma, nel pieno Parco nazionale del Vesuvio, aveva trovato 15 piante, in quel caso però era stato impossibile risalire al coltivatore.

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