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Somma Vesuviana, gli attestati dei corsi di formazione dell’Informagiovani sono carta straccia

giovedì 29 settembre 2011


Somma Vesuviana. Carta straccia. Questo sarebbero gli attestati di frequenza ai corsi professionali messi a disposizione dalla Michelangelo s.r.l. nell’ambito dell’appalto per la gestione del centro Informagiovani del Comune di Somma Vesuviana. A denunciarlo alcune madri di giovani che, una volta terminati i corsi a cui si erano iscritti, si sono visti recapitare un foglio attestante la partecipazione senza che lo stesso abbia alcun valore accreditante presso enti come la Regione Campania. Il foglio in questione ha semplicemente la firma del sindaco di Somma Vesuviana Raffaele Allocca e dell’assessore alle Politiche Giovanili ed alla Formazione Raffaele D’Avino. I corsi sarebbero quelli di saldatore, di informatica avanzata ed di impiantistica solare termica. Ad ogni corso, la cui durata è di 20 ore, partecipano 20 soggetti. In realtà, secondo sempre quanto raccontato dalle stupefatte donne, per ricevere l’attestato con una valenza regionale bisogna sborsare cifre che partono dai 160 euro. Ad esempio, per poter ricevere l’Ecdl (la patente europea per i computer), quindi un titolo che abbia una qualche valenza ufficiale, bisogna fare prima una "Skills card" il cui prezzo di aggira sui 48 euro (fonte, il sito web della stessa Michelangelo s.r.l.) e poi sborsare mediamente 30 euro per ogni esame che si affronta per superare i vari livelli. Tra le altre cose, nel capitolato d’appalto, l’Ente comunale richiede tassativamente che la ditta aggiudicatrice dell’appalto garantisca “almeno un corso di formazione e di orientamento al lavoro per ogni trimestre di esercizio, per un totale di 4 corsi di formazione entro l’anno di affidamento del servizio”. Dunque, tra gli obblighi della Michelangelo s.r.l. c’è quella di organizzare corsi di formazione. Ma che valenza può avere per un giovane una formazione gratuita (ma in realtà compreso nell’appalto e dunque pagato dalla collettività) di soli 20 ore e senza un riconoscimento ufficiale da parte della Regione Campania? Abbiamo provato a chiederlo allo stesso Centro Informagiovani del Comune di Somma Vesuviana il quale però ha preferito celarsi dietro una coltre di silenzio. Questa non è la prima volta che il costosissimo servizio finisce nel tritacarne delle polemiche. Già quando fu esplicata la gara la Michelangelo finì al centro di accuse(http://www.laprovinciaonline.info/spip.php?article5864) per via sia dei criteri di assegnazione, che per i costi (oltre 50mila euro annui) di un servizio il quale, al momento, sta lasciando poco o niente ai giovani del territorio e più in generale dell’intero distretto 33 (di cui fanno parte Cercola, Pollena, Volla, Massa di Somma e Sant’Anastasia). Tranne la carta straccia ovviamente.

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