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Ottaviano. Il Pd ottavianese scalcia e chiede la "svolta". Ma è davvero crisi?

venerdì 30 settembre 2011, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Il Partito Democratico camuffa l’"implosione" con una tendenziosa "riflessione". Strano ma vero. Che l’appello a “rimarcare la necessità di una svolta che si realizzi attraverso la condivisione delle scelte strategiche che questa amministrazione intende operare nei prossimi anni” (come si legge nel documento presentato durante il consiglio comunale) arrivasse proprio dal partito specchio del tricolore cittadino, di certo forse strimpella di nuovo, ma che internamente qualche conflitto e spaccatura si era creata non stupisce per nulla, anche se tra le riga del documento, l’ambiguità contenutistica ne fa da padrona e punta a confondere le idee creando alibi. Ma se è pur vero che il malcontento è il primo passo verso il progresso allora la cittadina sarà costretta presto a vedere con occhi nuovi una nuova folata tesa a testimoniare d’altronde che nulla è per sempre. L’atto infatti, letto in rappresentanza del Pd cittadino durante il consiglio comunale dal consigliere Vincenzo Prisco, ha erudito i presenti a grandi linee sul tema crisi economica nazionale per poi riservare ampio spazio alla situazione del panorama politico ottavianese. “Lungi dal voler offrire ricette alla soluzione di una crisi economica – intona Prisco a nome del Pd, sindaco escluso – ma riteniamo di dover offrire risposte ai cittadini che hanno riposto in noi e in lei, quale capo della coalizione, la fiducia per guidare la nostra comunità. La situazione politica del nostro paese e le conseguenti difficoltà nella gestione di un comune come il nostro richiederebbero una grande profusione di energie e – tuona ancora il Pd - una condivisione delle scelte da operare”. Un richiamo per quei politici che hanno forse dimenticato quei valori? Se si, doppia sarebbe l’analisi: i governanti di cui si lascia intendere, restando in quota Pd, sarebbero gli Assessori Nello Di Palma, Francesca Ambrosio, e lo stesso sindaco Mario Iervolino. Escluso il tricolore, la “tirata d’orecchie” potrebbe essere allora per i due Assessori o nel dettaglio solo per qualche consigliere. Ma non finisce qui e il Pd continua con una sorta di appello a fermare un diktat che impone solo determinate scelte. “Negli ultimi mesi si avverte nella cittadinanza un senso di insoddisfazione profonda nei confronti di chi amministra il nostro paese – incalzano - c’è la sensazione che manchi una linea politica condivisa,si percepiscono la confusione, il distacco, occorre rimettere al centro la politica, ricostruire un disegno, un obiettivo, un sogno alla cui realizzazione è necessario che tutti diano il loro contributo. C’è la necessità di una svolta che si realizzi attraverso la condivisione delle scelte strategiche che questa amministrazione intende operare nei prossimi anni, si ridiscutano ruoli e priorità e ridare smalto ad un’azione amministrativa, che, appare offuscata”. Insomma un documento che sembra aver minato il già precario e fragile equilibrio interno del partito, un equilibrio inevitabilmente mantenuto con estrema fatica dal primo cittadino che causa forza maggiore sarà cosi costretto a fare delle scelte sofferte ma necessarie per evitare che la sua figura diventi ancora più impopolare, alla luce degli ultimi episodi che ancora una volta hanno sottolineato il disinteressato azionismo di alcuni protagonisti locali, come il caos generato dall’aerea mercatale.

(Foto fonte ottavianesi.it)

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