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Ottaviano. Gettoni di presenza d’oro per assenti presenti e presenti assenti. "Ed io pago"

giovedì 6 ottobre 2011, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Sprechi della politica: circa 9mila euro per sei mesi di presenze, 20mila quelli previsti per un anno di attività. Oneri ed onori ai diciannove consiglieri comunali che indistintamente tra maggioranza e minoranza si preparano a ricevere un compenso economico per la loro presenza-assenza all’interno delle sedute del consiglio comunale e delle commissioni consiliari. Il periodo in oggetto va dal mese di Gennaio sino a Giugno (delibera del 15 settembre num.286). A decidere è stato il consiglio comunale che ha dato il via libera approvando il punto all’ordine del giorno tra i debiti fuori bilancio, attirandosi non poche polemiche da parte dei cittadini. Ma perché? Se i politici lavorano ben venga che siano anche remunerati del compenso meritato. E il discorso filerebbe fatta eccezione delle dichiarazioni, sempre durante la stessa assise pubblica, da parte dei rappresentati del Partito Democratico che si appellavano a scelte più ponderate e moderate vista la crisi economica nazionale che si sta riflettendo anche sulle realtà comunali. E cosi se mentre da un lato si chiede al sindaco Mario Iervolino e alla sua giunta di fare un passo indietro nelle scelte riflettendo e confrontandosi, di certo la maggioranza e la stessa minoranza non viaggiano sulla stessa linea. E’ come dire “predicano bene ma poi razzolano male”. Se le casse sono esigue perché beneficiare di gettoni di presenza per molti consiglieri, di ambedue gli schieramenti, d’oro? Ma procediamo con ordine. Ad ogni consigliere comunale, per la partecipazione ai consigli comunali e alle varie commissioni spetta un gettone di presenza come d’altronde previsto dallo stesso Dlgs 267/2000 art. 82 del Testo Unico enti Pubblici che nel contempo ne stabilisce lo stesso ammontare attraverso degli standard precisi. Nel caso specifico di Ottaviano “il gettone di presenza per i consiglieri comunali, per le città che vanno da 15.001 fino a 30.000 abitanti è pari a 23,32€ lordi, in rapporto alla misura della stessa stabilita per il sindaco”. Premesso che fino al 2010 le indennità andavano incrementate del 2% e del 3% dal 1° gennaio 2011, basta fare due conti per dare i numeri e vedere che per sei mesi di lavoro il più pagato (lordo) risulta essere il consigliere di maggioranza Francesco Sciesa con circa 1.634,45euro e le sue 86 presenze, lo segue il collega Michele Iervolino con 1.564,49euro pari a 78 presenze. Guadagna il terzo podio invece il consigliere di minoranza Biagio Simonetti con 1.401,25euro con 69volte presente, a seguire con 886,16euro è Rosamaria Ragosta con 38 presenze, che supera di poco il compenso del consigliere di minoranza Ciro Esposito con 699,60euro e Franco Franzese con 722,92euro. Ma tra questi c’è anche chi viene invece ricordato per il guiness di assenze come il consigliere minoranza Luca Capasso per una sola presenza pagata 23,32euro o Villani Francesco per due presenze, seguiti dai vari Paolo Iovino, Michele La Pietra, Michele Pizza. Insomma un bel gruzzolo che però non vede nessuno dei consiglieri “sacrificarsi” porgendo l’altra guancia. Eppure in più occasioni gli appelli dagli alti vertici istituzionali erano stati chiari, soprattutto da parte del Ministro Brunetta che aveva chiesto di vigilare perché in troppi casi in molti i consiglieri sono soliti non presentarsi alle commissioni, firmare il registro presenze e andar via, viceversa c’è chi firma il registro in prima convocazione, quando la seduta non si svolge ma per poi assentarsi alla seconda quando l’adunanza è solitamente valida. Un segnale importante quindi potrebbe essere lanciato dagli amministratori locali: la rinuncia “tout court” non può essere prevista ma nulla vieta che ogni membro che siede tra gli scranni del palazzo municipale possa decidere di devolverlo per le finalità che egli ritiene più opportune contribuendo a sostenere qualsivoglia causa con i proventi, come lo stesso potrebbero fare gli stessi assessori o in primis il sindaco, risollevando cosi le casse comunali, senza però trovare il solito escamotage della donazione alle onlus confidando poi nel solito ritorno fiscale. Quando si dice ne pensano una più del diavolo.

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