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Somma Vesuviana, la selezione dei rilevatori Istat lascia sul campo degli scontenti

venerdì 7 ottobre 2011


Somma Vesuviana. Non sembra sia piaciuta la graduatoria per la selezione di operatori per il 15esimo censimento della popolazione e delle abitazioni. O meglio, a molti giovani esclusi dalla lista dei 22 fortunati, non sono piaciute le modalità di assegnazione del punteggio per poter ottenere l’incarico. A finire nel mirino di chi ha adombrato dubbi sulla modalità di selezione, la parte relativa alla relazione scritta da presentare nella domanda di partecipazione. Ma come venivano assegnati i punti? Nel bando (lo trovato al seguente indirizzo: http://www.comune.sommavesuviana.na.it/download11/avviso20110831.pdf) sono elencati i criteri di assegnazione del punteggio. Innanzitutto i titoli di studio. Il diploma valeva un massimo di 16 punti per un voto compreso tra i 55/60 e i 60/60 e tra i 91/100 e i 100/100; ed un minimo di 7 punti per una valutazioni da 36/60 a 40/60 e da 60/100 a 70/100. I titoli universitari invece valevano 1 punto, mentre un altro punto era assegnato per un eventuale master post-laurea. Il criterio invece, che dava diritto ad un massimo di 4 punti, valutava i precedenti incarichi di rilevazioni statistiche eseguite per conto dell’ISTAT. Ad esso andrebbe aggiunto un eventuale punto per conoscenza e capacità d’uso dei più diffusi strumenti informatici accertata e documentate(3 tipologie di strumenti informatici, per ognuno il punteggio era di 0,33). Dulcis in fundo la relazione nella quale il candidato doveva descrivere "in una breve relazione di massimo 10 righe le proprie attitudini, capacità e potenzialità in relazione all’incarico da svolgere che la commissione valuterà attribuendo un punteggio di 8 punti". E qui viene il bello. La domanda (la trovate a questo indirizzo http://www.comune.sommavesuviana.na.it/download11/domanda20110831.pdf) è un’autocertificazione, dunque, casomai qualcuno avesse mentito nel dichiarare le proprie attitudini ed i propri certificati verrebbe punito ai sensi del codice penale. Fin qui tutto nella norma. La stranezza però dov’è riscontrabile? Nella stessa relazione. Questo perché la formazione della graduatoria non presupponeva alcun tipo di colloquio. Non che fossero obbligatorie per legge, ai fini della compilazione dell’albo dei rilevatori, relazione e colloquio, ma fa un certo effetto notare che un documento, di cui nessuno si è accertato se fosse stato preparato dal candidato o se le cose scritte fossero vere, in questo caso è stato determinante. Ad esempio, se Tizio avesse preso il massimo punteggio previsto dal bando (il voto del diploma, la laurea più il master e la pregressa esperienza come rilevatore Istat e le conoscenze informatiche) avrebbe raggiunto 22 punti, ad un passo dai 23 utili (il punteggio degli ultimi tra i vincitori) per poter aggiudicarsi il posto da rilevatore. Ed il colloquio conoscitivo non è stato effettuato nemmeno dopo aver composto la graduatoria visto che, secondo alcuni partecipanti alla selezione, i vincitori avrebbero già ricevuto le prime disposizioni sul corso da eseguire per prendere dimestichezza con la rilevazione. "Aspettiamo di capire meglio la situazione prima di chiedere chiarezza sulla vicenda. Inoltre aspettiamo di capire se e quando saranno fatti i colloqui" ha dichiarato una giovane che ha richiesto l’anonimato. "Però restiamo perplessi sulla questione della relazione. E’ come se ad un ragazzo venisse richiesto di essere giudicato per un compito da svolgere in classe, ma preparato precedentemente a casa propria" ha concluso la giovane.

Messaggi

  • Gentili redattori, ho letto con un certo interesse questo pezzo ed ho fatto delle ricerche. Il mio primo giudizio è che chi ha preparato questo bando l’ha fatto letteralmente con i piedi. Questo perché cercando in rete non ho trovato un solo caso, tra i comuni italiani, che fosse uguale ai criteri di selezione per i rilevatori del censimento del nostro comune. Tutti quanti hanno preparato i punteggi in base ai titoli di studio. Così in alcuni casi chi ha una laurea in scienze statistiche, piuttosto che in ingegneria e così via è stato premiato. Da noi invece si preferiscono i diplomati. Cosa davvero strana. Inoltre in nessuno dei bandi da me letti ho trovato traccia di una ipotetica relazione (scritta in dieci righe! Mah!) che fosse decisiva ai fini dell’assunzione. A questo dubbio mi sorge un dubbio. Perché non fare tutto come hanno fatto tanti altri comuni italiani? Perché assegnare ad una relazione, non seguita da alcun tipo di colloquio, un punteggio tanto alto? Grazie ed alla prossima. Il prossimo sguardo lo darò ai concorsi pubblici dove ho notato che i presidenti di commissione sono funzionari del comune nominati dalla politica. A breve avrete mie notizie.

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