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Numerosi operai rischiano la cassa integrazione, la situazione alla Fiat è drammatica

mercoledì 19 dicembre 2007


POMIGLIANO d’ARCO. La Fiat Auto ha violato l’accordo sulla mobilità sottoscritto nazionalmente a giugno e lo ha fatto consegnando lettere di licenziamento e ritirando i badge ai lavoratori che non avevano intenzione di accedere al percorso mobilità-pensione concordato. Quell’accordo si fonda sul principio di volontarietà, altrimenti non sarebbe stato sottoscritto dal sindacato. La DHL, uno dei partner essenziali di Fiat Auto, non fornisce le risposte attese dal sindacato e dai lavoratori in merito alle coperture salariali, ai corsi di formazione e al destino dei circa 100 interinali attualmente in forza. Questo è un problema serio per i lavoratori, ma serio anche per il buon esito del piano di rilancio industriale presentato da Marchionne. I lavoratori della DHL, perciò, scioperano per sollecitare la propria azienda ad adottare misure coerenti con gli obiettivi generali di rilancio delle attività e dell’occupazione. La Fiat Auto, invece, non solo resta a guardare, ma adotta un provvedimento in modo assolutamente unilaterale che viola le norme contrattuali in materia di orario di lavoro e di utilizzo dei PAR e disdetta un accordo siglato poche settimane fa con le R.S.U. sulla chiusura collettiva di fine anno. Il sindacato ed i lavoratori del perimetro dello stabilimento di Pomigliano hanno guardato con attenzione alla volontà di mettere mano alle deficienze strutturali che caratterizzano la situazione attuale, perché i lavoratori sono i primi a soffrire la fatiscenza dei reparti e dei macchinari e la cattiva organizzazione del ciclo produttivo e delle postazioni. Perciò il sindacato ha costruito le condizioni per tenere sotto controllo l’insieme degli interventi programmati, per verificarne passo passo la loro realizzazione, per misurarne la coerenza con gli obiettivi generali di rilancio produttivo ed occupazionale dichiarati da Marchionne. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Michele Caiazzo, ha incontrato i lavoratori della Fiat di Pomigliano e l termine ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Il provvedimento dell’azienda è preoccupante e sbagliato in un momento delicato come l’avvio del progetto di modernizzazione dello stabilimento di Pomigliano D’Arco, su cui c’è stato il consenso del sindacato ed il sostegno della Regione. I provvedimenti adottati rischiano di creare una situazione di tensione di cui non c’è bisogno. Per cui è necessario sospendere tali provvedimenti ed aprire subito un confronto con le organizzazioni sindacali”. Sulla vicenda sono intervenuti anche i senatori del Prc Tommaso Sodano e Raffaele Tecce che hanno
presentato un’interrogazione urgente ai Ministri Damiano (Lavoro) e Bersani (Sviluppo economico). La richiesta è esplicita: intervenire "contro la decisione della Fiat di licenziare 85 lavoratori dello stabilimento di Pomigliano d’Arco e per tutelare i lavoratori dell’indotto campano da licenziamenti e cassa integrazione". Fatti che ad avviso dei due parlamentari "segnalano un clima che non lascia ben sperare circa la realizzazione del piano di rilancio dello stabilimento di Pomigliano presentato appena due settimane fa dalla Fiat Auto".

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