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Riparte a gennaio il processo per gli abusi edilizi a Casalnuovo

giovedì 20 dicembre 2007, di Ermelinda Ammendola


CASALNUOVO - Ripartirà l’11 gennaio, il processo ai costruttori che hanno reso celebre Casalnuovo per gli abusi edilizi.
Processo rinviato ancora una volta, a dopo le festività natalizie.
Nell’udienza l’avvocato difensore della famiglia Pelliccia ha richiesto al giudice il patteggiamento a 4 anni e 6 mesi, mentre l’accusa ha fermamente ribadito la richiesta di una condanna più elevata fino a 9 anni. «Gli abbattimenti, segnale importante di legalità, non bastano per ridare fiducia nelle istituzioni ai cittadini, ma servono anche pene esemplari per chi commette reati legati all’abusivismo edilizio e distrugge il nostro territorio». Lo ha affermato il segretario della commissione bicamerale Antimafia, Tommaso Pellegrino, e l’assessore provinciale Francesco Emilio Borrelli commentando il terzo rinvio del processo ai costruttori abusivi di Casalnuovo.
Nel frattempo a Casalnuovo procedono le cosiddette demolizioni “ private”. I costruttori, che hanno attuato quelle stesse speculazioni edilizie e i proprietari degli edifici fuorilegge, hanno pattuito di comune accordo, infatti, di abbattere le strutture illegali.
A cadere giù sotto le ruspe ufficiose sono state le palazzine 29, 30 e 31, tre ville, solo piano terra e primo piano, e 2 villini completamente. I costruttori così facendo potranno evitare il pagamento delle spese dei lavori di demolizione altrimenti compiuti dallo Stato.
Queste demolizioni private procedono , quindi,parallelamente a quelle eseguite dalla Regione e dall’Esercito, che sono all’opera da ben 5 mesi e che hanno provveduto già all’abbattimento di 29 edifici.
I lavori di smantellamento guidati dal Genio militare per ora si fermano, ma riprenderanno di nuovo a gennaio, con lo scopo di demolire gli altri 11 edifici presenti ancora in zona. Si tratta di 5 palazzi di quattro piani, di 2 di sei piani, di 3 villette a schiera di un piano e di un enorme complesso edilizio, un parco disabitato, nel lato orientale dell’area sequestrata. In Via Vecchiullo, zona Cesarea le cose sembrano ritornare lentamente alla legalità.
Finalmente questi territori ricominceranno di nuovo ad avere la loro destinazione d’uso iniziale, ossia quella agricola e non edilizia com’e successo da febbraio ad oggi.

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