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Somma Vesuviana, potrebbe essere Pasquale Di Mauro il nuovo vicesindaco

domenica 16 ottobre 2011


Somma Vesuviana. Potrebbe cambiare a breve il volto della giunta di centrodestra, l’unica dei paesi vesuviani nella quale non siede una sola donna, del sindaco Raffaele Allocca. Infatti è di queste ore la notizia secondo la quale Pasquale Di Mauro, assessore alle Attività Produttive, potrebbe scalzare Francesco Giordano dalla poltrone di vice sindaco nell’esecutivo di centrodestra. La notizia, al momento, non sembra trovare conferme negli ambienti pidiellini, ma il primo cittadino avrebbe già avviato il giro di consultazioni per cambiare il vice al suo fianco. La nomina di Di Mauro potrebbe così innescare un vorticoso giro di movimenti che andrebbero a completare il puzzle del centrodestra sommese. In effetti l’attuale titolare delle Attività produttive, contestato dalla sua stessa maggioranza nell’ultimo consiglio comunale, perderebbe la sua delega per prendere quella al Bilancio gestita da Ciro Cimmino che siede in giunta per il movimento Alleanza per Somma. Cimmino a quel punto dovrebbe ottenere la delicata e corposa delega al Cimitero. Nelle intenzioni del primo cittadino questa operazione dovrebbe definitivamente spegnere l’ultimo focolaio di malpancisti che vede protagonisti proprio gli uomini di Alleanza per Somma. Intanto però il premier sommese continua ad essere incalzato dalle opposizioni cittadine. Dopo il Pd e la Sinistra per Somma è toccato all’Udc battere un colpo. Un colpo ironico per certi versi perché il manifesto dei centristi recita: “Se il tempo è veramente galantuomo Berlusconi ad Arcore Allocca a Pomigliano”. E riprendendo uno slogan proprio del primo cittadino il documento si chiude con un “Vi vogliamo bene”. Intanto le opposizioni oltre ai manifesti hanno anche protocollato una richiesta di consiglio comunale. Tre i punti: Revoca del Dirigente Filomena Iovine- Annullamento della revoca (il 25 ottobre scade il periodo di ferie "concesso" alla dirigente mariglianese che dunque dovrebbe tornare nel suo ufficio all’ultimo piano di Palazzo Torino n.d.r.); dimissioni del capogruppo del pdl Vittorio De Filippo, motivate dalla esistenza non ben specificata di “giochi di potere” e l’ autorizzazione alla apertura ed occupazione del suolo pubblico del Bar in Piazza Vittorio Emanuele III. In prima battuta sembrava che il consiglio dovesse celebrarsi a porte chiuse e senza verbalizzazione, come nel caso riguardante il Maggiore Vincenzo Di Palma. In realtà, secondo quanto riferito da una fonte interna alla maggioranza, il sindaco con i suoi funzionari starebbe studiando un modo per evitare che l’assise si celebri.

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