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SCOPERTI I RETROSCENA DELLA FINE DI FRANCESCO TONDI

A spasso col morto, denunciati in 3

giovedì 20 ottobre 2011, di Gabriella Bellini


DA METROPOLIS DEL 20 OTTOBRE

Se non ci fosse un morto di mezzo potrebbe assomigliare alla trama di un interessantissimo film a metà tra il comico ed il grottesco. Svelato il mistero della morte e soprattutto dell’abbandono del cadavere di Francesco Tondi (nella foto), il 70enne originario di Casalnuovo, ma da qualche anno residente a Marigliano, il cui corpo è stato trovato avvolto in un lenzuolo legato da cavi dell’antenna. A gettarlo come spazzatura in un rudere di una masseria in via Cimminola a Castello di Cisterna una donna che si era finta sua nipote ed il suo convivente. Alla fine i carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna che hanno risolto il giallo hanno denunciato per occultamento di cadavere tre persone: la donna G.C., 40 anni casalinga nota alle forze dell’ordine residente a Pomigliano,, il suo convivente A.D.O., 43 anbbi anche lui residente a Brusciano entrambi però di fatto residenti ad Acerra ed un 18enne A.S. di Caivano.
I militari (agli ordini del capitano Michele D’Agosto) hanno accertato che Tondi era morto per cause naturali, probabilmente per un ictus, ed i tre si erano “sbarazzati” del corpo per non dovergli pagare il funerale e soprattutto dover spiegare per quale ragione avessero in casa l’uomo che in realtà non era loro parante. Tondi dal 2009 a marzo di quest’anno era stato ospite di una casa di riposo di Marigliano. In questo periodo aveva avuto un ictus e non era più autosufficiente, a quel punto non potevano più ospitarlo. La donna lo aveva saputo, facendo da badante ad alcuni anziani, e così se n’era fatto carico dicendo alla casa di cura che lei era una nipote, Il 70enne era andato via con lei che lo curava e lo nutriva prendendo in cambio la sua pensione di circa 400 euro. Poi l’uomo, lunedì 10 ottobre, ha avuto un altro ictus che gli è stato fatale a quel punto la donna, come ha poi raccontato ai militari, si era spaventata non sapeva come giustificare la presenza dell’uomo in casa sua, ed ha deciso di disfarsi del corpo. Ad aiutarla il convivente, un uomo spesso ubriaco, che a causa del suo vizio si era fatto sequestrare l’auto il giorno prima. Non potendo mettere il cadavere in sella al motorino, l’unico mezzo che gli era rimasto, hanno deciso di rivolgersi al fidanzato di una vicina di casa, il 18enne fornaio. Il giovane gli ha prestato l’auto, sapeva che l’avrebbero portato da un fratello dell’uomo. In realtà i due sono saliti nella vettura nella tarda serata del 10 ottobre, G. seduta con l cadavere di Tondi sul sedile posteriore e A. alla guida, ma per via dell’alcol bevuto continuava a sbandare, a quel punto quasi al ,limite del paradossale, la donna si è messa a tenere il volante da dietro, così faticosamente sono giunti nella masseria dove poi il corpo è stato poi trovato da un robivecchi in cerco di rottami di ferro. La donna ha rivelato ai carabinieri di essere dispiaciuta e che da allora non era riuscita più a dormire. Triste la fine di un uomo che aveva vissuto di espedienti, qualche precedente per contraffazione si era sposato con una donna straniera dalla quale aveva avuto una figlia, ormai adulta, ma entrambe presto si erano trasferite all’estero, e poi aveva qualche anno fa avuto un’altra relazione con una donna polacca molto più giovane che gli aveva dato un altro figlio nato nel 2003. Ora ai militari resta da accertare che cosa i due conviventi volessero fare con la pensione di Tondi che arrivava in banca, se era loro intenzione continuare ad incassarla, cosa che avrebbe comportato un reato, oppure no.

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