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“Napoli, eredità universale”, l’archivio notarile napoletano negli scatti di Massimo Velo

sabato 22 ottobre 2011, di Alessandro Masulli


L’archivio notarile distrettuale di Napoli, sito nel centro antico di Napoli all’interno del Convento dei Teatini, è tra i piu’ grandi d’Italia: ha una quantità di oltre diecimila volumi di atti notarili dal 1700 ai nostri giorni. E’ frequentato da una fascia di utenza molto vasta, e soprattutto da studiosi e ricercatori stranieri provenienti dalla Spagna, dalla Francia e dal Giappone.

L’archivio svolge un’importante funzione catastale per le ricerche di planimetrie, mappe, rilievi e rilascia certificati urbanistici difficili da rintracciare, perche’ l’ufficio tecnico erariale non è in grado di consegnarli in breve tempo. Inoltre fornisce agli utenti atti storici idonei all’abitazione per le ristrutturazioni d’immobili e ricostruzione di confini rurali.

La documentazione comprende, fra i vari atti conservati e riportati alla luce, i testamenti storici di uomini illustri come Capi di Stato, artisti e personaggi altolocati, planimetrie ottocentesche, piantine del sistema fognario del Comune di Napoli, stampe antiche con temi di Santi, editti e antichi sigilli di periodo borbonico. L’archivio notarile si rapporta con Istituzioni Universitarie a livello regionale e nazionali, in particolare con le facoltà di Architettura, Lettere, Storia, e Conservatori musicali. Tra i lavori voglio evidenziare quello svolto in questo periodo dal musicologo giapponese prof. Takashi Yamada (Universita’ di Osaka), che con le sue ricerche ha delineato il sistema organizzativo dei teatri napoletani della seconda metà del Settecento: Teatro de’ Fiorentini e Teatro Nuovo, Real Teatro del Fondo e Real Teatro di San Carlo. Il professore giapponese ha evidenziato in particolare il panorama culturale artistico e le norme lavorative dei musicisti di quel periodo.

Le fonti bancarie dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, situato anch’esso nel centro storico, contribuiscono alla ricerca degli studiosi, aprendo la strada alla consultazione presso l’Archivio i cui protocolli notarili svelano verità storiche e incredibili reti culturali partenopee. Classici esempi sono le notizie riguardanti i pittori e gli scultori di opere ignote, quelle in merito agli impresari teatrali, ai musicisti, alle nobili famiglie napoletane.

L’archivio accoglie in questo periodo anche una mostra permanente dal titolo “Napoli, eredità universale”, aperta al pubblico, dove espone attraverso le foto di Massimo Velo la riproduzione di testamenti storici, tra i quali quelli di Eduardo Scarpetta, Enrico Caruso, Enrico De Nicola, i sigilli notarili dell’Ottocento, stampe di Santi ritrovate nelle pagine dei protocolli notarili.
Tra queste antiche carte spicca in particolare il motto del Capo dello Stato Provvisorio Enrico De Nicola che vale la pena ricordare e trasmettere ai politici di questo momento: “Avrei posseduto un patrimonio notevole se non mi fossi imposto volontariamente una norma che ho osservato in modo rigorosissimo, come tutti sanno, dal giorno in cui entrai nella vita politica: di non accettare il patrocinio di cause, le quali avessero relazione, sia pure indiretta, con lo Stato e di cause le quali- durante le due guerre mondiali- avessero comunque relazione con la situazione bellica, politica o militare.”
La mostra sarà trasferita nei prossimi mesi al Quirinale in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

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