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Terzigno. Denuncia la scuola. L’appello di papà Giovanni "voglio la verita’ su cosa è successo a mio figlio"

sabato 5 novembre 2011, di Giovanna Salvati


Terzigno/Mugnano di Napoli. “Mio figlio vivo per miracolo, ora
pretendo chiarezza”. E’ questo l’appello di Giovanni Bauchenet, padre
di Ciro, bambino di otto anni diversamente abile, affetto da problemi
comportamentali , assenza di linguaggio, arto superiore sinistro
immobile riconosciuto invalido al 100% con nota di gravità, ma un
bambino estremamente dolce e sensibile. E’ lui la vittima di uno
strano incidente andato in scena a Mugnano, dove Ciro va a scuola, sul
quale il padre Giovanni ora chiede chiarezza ma soprattutto senza
esitare, denuncia tutto alle autorità competenti all’interno di una
sua lettera . La sua storia inizia il 28 ottobre scorso quando sua
moglie accompagna il piccolo Ciro a scuola. “Era di venerdì, mia
moglie si reca presso la Happy School di Mugnano, per accompagnare
mio figlio a scuola – racconta papà Giovanni – di solito lo
accompagna alle nove , orario concordato con il dirigente scolastico.
Lo lascia all’ interno della scuola, e lo affida in particolare alla
maestra di sostegno che lo Stato mette a disposizione, la signora D.V.
ventidue ore settimanali di sostegno non tutte godute – precisa
Giovanni – di solito verso quell’orario arriva anche la terapista del
Centro Serapide di Mugnano la signora S. P., appuntamento tralaltro
concordato con la maestra e noi genitori (due sedute mensili extra
murali sempre a carico dello Stato”. E’ deciso papà Giovanni, il suo
non è solo un’appello alla chiarezza ma una denuncia vera e propria
tesa a sottolineare la disattenzione di chi in quel momento doveva
essere non solo il custode ma ancora di più il professionista
responsabile al quale i genitori avevano affidato il loro figlio. “Mia
moglie Assunta certa di aver lasciato il piccolo Ciro con persone
competenti ha fatto rientro a casa. Alle ore 12,00– continua papà
Giovanni – mia moglie è ritornata a scuola per prendere Ciro e li è
stata la maestra D.V. che le ha comunicato che in sua presenza e in
presenza della terapista verso le 9,20 circa mio figlio era scappato
dalla scuola, uscito dal cancello per poi finire in pieno centro della
carreggiata dove un auto ha frenato d’impatto per evitare la tragedia.
Li Ciro è ritornato indietro dalla maestra e dalla stessa terapista”.
Ed è qui che lo strano caso si infittisce e continua il racconto di
papà Giovanni “presenta vari segni sul corpo inequivocabili di
violenze ma purtroppo visto che il piccolo non ha la facoltà della
parola nulla è provabile e nessuno è accusabile.”. Rabbia e dolore
quello che si legge sul volto di papà Giovanni, che guarda la foto sua
e di Ciro a mare questa estate e continua “Lascio alla legge il suo
lavoro ma chiedo immediate spiegazioni in merito alla mancata
attenzione di due educatrici poco attente nella gestione di mio
figlio. Pago una retta mensile di cento euro più accessori vari che
mensilmente pago sempre in largo anticipo di mesi in mesi, ventidue
ore di sostegno settimanali usufruendone solo di quindici, due ore di
sostegno mensili della terapista che forse era meglio evitare”. E’ lo
stesso papà Giovanni ad aver inviato nella giornata di ieri la
lettera di denuncia a tutte le autorità competenti, affinche’ gli
vengano date le giuste spiegazioni, per un caso dove l’unica parola
d’ordine più di tutti dovrebbe essere pazienza, cura ed amore verso un
bambino che dai suoi otto anni chiede solo rispetto.

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