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Terzigno. Alla festa del 4 Novembre è la vedova Valente e suo figlio Simone a fare il pieno di valori di libertà, pace e tricolore

lunedì 7 novembre 2011, di Giovanna Salvati


TERZIGNO. Quando la guerra viene raccontata direttamente da chi l’ha
vissuta, da chi la vive e da chi l’ha subita con la perdita dei propri
cari c’è un sapore diverso, ed quel sapore misto di emozioni e
sensazioni diverse che ieri mattina si sono mescolate insieme nel
cuore della cittadina terzignese per festeggiare il 4 novembre Festa
delle Forze armate e dell’Unità. Un momento per fare tesoro della
memoria nazionale ma anche un occasione per condannare ogni forma di
sopruso e di violenza, ricordando l’impegno di quei tanti uomini e
soprattutto di coloro che per i quali i valori di libertà e patria
hanno trovato la morte. E cosi ieri mattina c’erano tutti. Nessuno ha
voluto assentarsi. Ad aprire la manifestazione gli alunni della scuola
elementare Domenico Savio guidati dal corpo docente e dal dirigente
scolastico Giovanni Nappi, oltre ottocento bambini che hanno sfilato
rappresentando tutte le regioni d’Italia, impersonificandosi i
protagonisti che hanno fatto la storia dell’Italia e che hanno
rappresentato l’orgoglio italiano. Con loro il capitano Luca Toti
della Compagnia di Torre Annunziata e i carabinieri della locale
stazione guidati dal maresciallo Giuseppe Marchese, in rappresentanza
della Guardia di Finanza della Compagnia di Ottaviano il Capitano
Maurizio Martone,il viceprefetto di Napoli Massimo De Stefano, i
caschi bianchi di Terzigno coordinati dalla dottoressa Anna
Bellobuono. Forte l’applauso per la rappresentanza della Scuola
Nunziatella di Napoli sotto la guida valente del Sergente Maggiore
Gennaro Galantuomo. Con loro le autorità politiche dove immancabile la
presenza del sindaco Domenico Auricchio, vicesindaco Francesco
Ranieri, il Presidente del Consiglio Stefano Pagano e buona parte dei
consiglieri di maggioranza. Ad ufficializzare il rito religioso don
Vito Menna che dinnanzi all’altare alla patria con i nomi dei caduti
ha ricordato l’importanza delle nuove generazioni di conoscere le
proprie radici storiche. Ma a suggellare l’iniziativa è stata
l’eccezionale presenza di una moglie coraggio, la vedova del Sergente
Maggiore Capo Roberto Valente caduto a Kabul il 17 settembre del 2009,
lei commossa ha stretto tra le braccia il suo piccolo Simone che
sfoggiava in capo il basco del suo papà. Nei suoi occhi l’orgoglio di
avere avuto, seppur per poco tempo un padre eroe, ma il dolore di chi
non potrà più abbracciarlo. A lui l’amministrazione di Terzigno ha
conferito una borsa di studio. Dal Piave all’Inno d’Italia sino al
suono della tromba nel fatidico richiamo al silenzio, l’alza bandiera
e la chitarra della giovane della giovanissima Daniela hanno fatto da
colonna sonora ad un evento singolare. Insomma un giorno nel quali il
dovere di tutti è stato quello di rendere omaggio e ricordare coloro i
quali hanno sacrificato gli anni migliori della propria esistenza, o
addirittura perso la vita, per servire la Patria. Il tutto avvolto da
un tricolore che ha sventolato in ogni angolo della cittadina, un
momento di commemorazione si ma un modo per affermare il desiderio
primario di pace che, per essere salvaguardata, va coltivata con forza
e determinazione.

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