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A S.ANASTASIA HANNO DISCUSSO DI VINCOLI E ABUSIVISMO

Sindaci a confronto sulla zona rossa

martedì 8 novembre 2011


Zona Rossa e abusivismo edilizio, i sindaci chiedono un tavolo di discussione al Prefetto. Un tavolo che serva a dirimere la questione della sanabilità degli abusi edilizi in “Zona Rossa”.Questo il sunto dell’incontro che si è svolto ieri a Sant’Anastasia alla presenza dei sindaci e dei rappresentanti dei Comuni di Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Pompei, Torre del Greco, Ercolano, Cercola, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno. Le altre dieci amministrazioni saranno informate delle decisioni adottate via-email.
I sindaci dei Comuni vesuviani chiederanno al Prefetto di Napoli, Andrea De Martino, di convocare un “tavolo” ad horas con Regione, Provincia, Sovrintendenza ed Avvocatura dello Stato. Lo hanno stabilito, su proposta del sindaco Carmine Esposito, i tecnici e i rappresentanti degli enti locali presenti ieri mattina nell’aula consiliare di Palazzo Siano ad un incontro promosso dallo stesso primo cittadino di Sant’Anastasia. «La nuova bomba pronta ad esplodere nelle mani di chi governa i territori» riguarda un parere dell’Avvocatura di Stato – richiesto dalla Sovrintendenza ai Beni Ambientali di Napoli e Provincia – che metterebbe in discussione la possibilità di condonare gli abusi precedenti la legge 21/2003, istitutiva della zona a rischio Vesuvio. A fine riunione, constatata l’assenza degli enti sovracomunali, è passata la proposta di inviare una lettera al Prefetto. «Qui non ci ascolta nessuno -ha detto Esposito- se le cose non le facciamo noi, nessuno si preoccupa dei bisogni del territorio».
La mancata approvazione del Ptcp (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) e del Pso (Piano Strategico Operativo) - quest’ultimo previsto dalla legge regionale 21/2003 e non ancora approvato dall’ente di via Santa Lucia - mettono in condizione i sindaci di dove fronteggiare un’ emergenza di ordine pubblico. «La legge 21 non è chiara -ha puntualizzato Filomena Iovine, dirigente del settore Urbanistico del Comune di Somma Vesuviana- . Il rischio di bloccare la sanatoria a coloro che ne hanno fatto richiesta 20/ 25 anni fa potrebbe condurre ad un problema di sicurezza. Chiediamo l’interpretazione autentica della legge regionale con questa considerazione: i condoni pregressi li avete considerati»?
«Fino a ieri -ha proseguito la dirigente- abbiamo avuto l’ok della Sovrintendenza, perchè l’Avvocatura interviene solo ora?. Insomma si tratta di dare «certezza del diritto per i cittadini che hanno ancora le pratiche inevase» ha sintetizzato l’assessore Giancarlo Graziani. «Non possono non sapere che che ci sono domande di condono già evase» ha proseguito il delegato all’Urbanistica del sindaco Esposito. «Non vorrei che si venisse a creare una disparità di trattattamento tra quelli che hanno già avuto il condono e coloro che sono ancora in attesa». Il coordinamento dei comuni prende dunque piede, dopo altri due precedenti incontri sui delicati temi della zona rossa, ivi comprese le criticità idrogeologiche del territorio. «Creiamo un movimento sulla posta elettrica per far girare il documento» ha stigmatizzato l’assessore Acampora di Ercolano.
«Qualcuno si era impegnato entro 6 mesi dalla legge 21 a definire la pianificazione» ha dichiarato l’assessore Sorrentino da Torre del Greco. «Bisogna far comprendere alla Regione la necessità di approvare il Pso e che bisogna fare gli interventi di messa in sicurezza degli immobili». Sorrentino ha poi concluso: «Questo significa protezione civile».

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