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Il Blog dell’Ulisse.Chiusura della scuola "Miele": tutti sapevano, tutti segnalavano, ma nessuno ha fatto niente

mercoledì 9 novembre 2011


Somma Vesuviana. Adesso è una corsa a dichiarare chi per primo aveva denunciato la fatiscenza del plesso scolastico “Miele”, chiuso da carabinieri, Asl ed ufficio tecnico per gravi carenze igienico-sanitarie. Dal preside Francesco D’Ascoli, dirigente del 1° Circolo “R.Arfè” di cui il plesso Miele fa parte, ai funzionari dell’ufficio tecnico sommese. Tutti sapevano, tutti vedevano, tutti segnalavano, ma alla fine è servita la discesa in campo delle mamme che, con un esposto firmato da una sessantina di loro, hanno avviato la macchina dei controlli. E così, chi non hanno potuto far altro che porre i sigilli alla struttura. Ma davvero siamo ridotti a vivere in una nazione nella quale se non piovono denunce non si mette mano a niente? Ma davvero i diritti dei cittadini debbono essere legittimati sempre e comunque da atti coercitivi della Legge? La ciliegina sulla torta ovviamente non può che essere le dichiarazioni “del giorno dopo” degli amministratori coinvolti nella vicenda. Così ad esempio il preside D’Ascoli, in una intervista rilasciata al Mediano.it, si dice “molto sorpreso ed amareggiato dal comportamento di questi genitori. Generalmente io parlo tanto con loro. Abbiamo instaurato un rapporto serio e aperto, basato sul dialogo e loro sapevano benissimo che i lavori sarebbero cominciati nel più breve tempo possibile, giusto il necessario per trovare una adeguata sistemazione per questi alunni”. Quindi, secondo il dirigente le madri avrebbero sbagliato a denunciare il fatto. Roba da non credere. Come se la scuola l’avessero costruita la scorsa settimana o come se l’anno scolastico fosse cominciato due giorni prima della denuncia. Le deficienze strutturali (come ad esempio l’altezza del tetto non a norma) sono per l’appunto “strutturali”. Il rigonfiamento dei pavimenti non avviene in poche ore. Le denunce di questi coraggiosi genitori (in un paese in cui chi denuncia è spesso tristemente isolato o guardato in cagnesco perché crea “rogne”) sono il frutto di un processo di esasperazione maturato perlopiù in uno stato di lentezza burocratica e di incuria collettiva degli amministratori. Altra anomalia è l’atteggiamento degli organi comunali competenti. Da Palazzo Torino hanno fatto sapere che stavano per attivare un “procedura in danno” (in sostanza i lavori li paga il municipio che poi recupera i soldi decurtandoli dai fitti ai titolari dell’immobile), salvo poi fare dietrofront per l’intervento dei carabinieri. Anche qui vale la riflessione fatta per il dirigente scolastico: la scuola è in quelle condizioni da un bel po’ di tempo e, se sono fondate le parole dello stesso D’Ascoli (ma immaginiamo di sì), la segnalazione delle carenze dell’immobile era già arrivata da qualche settimana. Dunque perché non intervenire con “somma urgenza”? Non è che perché la scuola non è pericolante (anche se comunque bisognerà fare le prove di statiticità per dissipare ogni dubbio) non si debba intervenire in modo celere e muscolare. In sostanza una pessima gestione della vicenda da parte degli amministratori cittadini. Il tutto ovviamente riporta in auge il ruolo della “Cittadella scolastica” , l’opera da 20 milioni di euro (con un contratto di “leasing in costruendo”) che prevede la realizzazione di 59 aule più i relativi servizi su di un’area di oltre 45 mila metri quadri nella periferia sommese (che dovrebbe ospitare gli alunni di materne ed elementari della cittadina sommese). Una struttura il cui progetto preliminare è già passato qualche mese fa in consiglio comunale non senza polemiche derivanti dall’eccessivo valore dato ai terreni (oltre 3 milioni di euro per 45mila quadri di superficie fanno impennare il valore di semplici terreni agricoli) e dal fatto che tra i possessori ci siano sia amministratori comunali che “grandi elettori” di questa amministrazione di centrodestra (per i quali la chiusura del plesso è manna dal cielo ). Senza contare che i terreni adibiti alla costruzione di un complesso scolastico, come da Piano regolatore vigente (quelli dislocati in un’area afferente alla Starza Regina) non sono stati presi in considerazione, ma anzi ceduti alla Provincia che lì dovrebbe costruirci il nuovo liceo.

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