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"Pomigliano danza", battaglia tra mamme e Comune

domenica 13 novembre 2011, di Domenico Maione


Salvate il soldato Molfesi. Parafrasando il titolo di un celebre film di Steven Spielberg, potrebbe essere questo lo slogan della protesta messa in atto dagli allievi di “Pomigliano Danza” e i loro genitori a seguito del rilevamento dall’incarico di direttore artistico dell’ètoile Fabio Molfesi. Già qualche settimana fa, per sostenere il loro maestro licenziato in tronco, le ballerine affiliate alla scuola pomiglianese avevano dato luogo ad un singolare sit-in in tutù, andato in scena nell’area antistante il comune. Indotto dalla persuasiva forma di rimostranza, il primo cittadino Lello Russo (Pdl) si è sentito in obbligo di concedere udienza, e l’ha fatto martedì 8 novembre, a una delegazione di dieci genitori. Durante il summit, la rappresentanza, composta da padri e madri letteralmente imbufaliti, ha richiesto la revoca del Presidente dell’Associazione, Giacomo Messina, unitamente alla sospensione del Consigliere Amedeo Riccio; entrambi “rei dell’ingiustificata e ingiustificabile” epurazione del Molfesi, in quanto non comunicata a tempo debito (prima del pagamento della retta), – si insinua – col deprecabile fine di assicurarsi attraverso l’inganno un maggior numero di iscrizioni, dal momento che – per ammissione della stessa utenza – esse dipendono per la quasi totalità dalla possibilità di poter usufruire dei servigi del maestro rimosso, e in quanto contravvenente all’articolo 17 dello Statuto della fondazione, che, in quanto tale, dovrebbe lasciare voce in capitolo ai genitori consociati nella scelta dello staff didattico. Il vituperato modus operandi dei due membri del Cda avrebbe poi avuto come punto di non ritorno l’appellativo “oche”, riservato alle madri degli allievi in cerca di chiarimenti circa le tacite decisioni prese dall’establishment sopracitato. Alla palesata ingiuria, il primo cittadino di Pomigliano d’Arco, nel corso della suddetta riunione, ha replicato con un “infantile”: “ha cominciato prima lui”. Infatti, Lello Russo avrebbe più volte fatto presente che “Fabio Molfesi è incompatibile con la città di Pomigliano”, poiché autore della massima, riferita da terzi, “i pomiglianesi sono tutti patanari”. “Finché ci sarò io, Molfesi non solo non rimetterà piede a Pomigliano Danza, ma nemmeno a Pomigliano”, ha asserito l’autocrate Russo, dinanzi al novero degli stupefatti genitori presenti. Molfesi come Napoleone Bonaparte, Cicerone e Dante, ma, al di là dell’esilio disposto per improperi indirizzati alla popolazione tutta, la giustificazione formale dell’allontanamento è stata ricondotta al mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati durante la gestione dell’oramai ex direttore artistico, nel senso che la scuola non sarebbe progredita sul piano delle utenze come prestabilito. Tuttavia, avendo reputato deboli le argomentazioni esposte dalla fascia tricolore, che non ha saputo peraltro indicare il nome dell’eventuale successore dell’amato maestro, i genitori hanno provveduto a diramare un comunicato nel quale viene esplicitato l’intento di ritirare i propri figli dalla prestigiosa scuola. Il rischio è che “Pomigliano Danza”, fiore all’occhiello della città, muoia.

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