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Ottaviano. Dal premio Niaf ai giovani: l’appello è dell’imprenditore Paolo Scudieri

lunedì 21 novembre 2011, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Dal Premio Niaf degli Stati Uniti ai giovani del suo paese “non demordete ma calibrate la vostra passione e determinazione per realizzare i vostri obiettivi”. L’invito è di Paolo Scudieri imprenditore dell’anno, amministratore delegato della multinazionale Adler Group, specializzata in componenti in plastica e in gomma per il mercato automotive con interessi nel settore aeronautico . 51 anni, già Vicepresidente Unione Industriali di Napoli, componente della giunta di Confindustria, Presidente dell’Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. Fiore all’occhiello del managment italiano, ingegnere e commendatore, Scudieri è stato premiato nei giorni scorsi al National Italian American Foundation , la più rappresentativa organizzazione di oltre 20milioni di italo americani. Una personalità poliedrica la sua: umile ,determinato, intraprendente , realista, esporta e crea lavoro e alla presenza di una cospicua rappresentanza di italoamericani viene eletto" modello di uomo del Sud". Eccellenza imprenditoriale italiana nel mondo, in tre anni si è imposto negli Usa aprendo stabilimenti nella produzione di poliuretani , dando lavoro a oltre 1.200 persone per la maggior parte giovani, quelli che lo stesso Scudieri con orgoglio definisce "il valore aggiunto di un azienda". Un impegno concreto che cosi, sulla passerella mondiale , dalle mani del Vicepresidente Niaf Matthew Di Domenico, ha ricevuto la giusta lode. E’ lui a lanciare la formula anticrisi alle nuove leve , quella dove il reinventarsi e rimboccarsi le maniche per trovare un occupazione è valida solo quando c’è passione, motivazione e determinazione, quella stessa che gli ha consentito di far fronte ad una crisi economica seconda solo a quella del 1929 ed ha permesso al suo gruppo di rafforzarsi ed imporsi sull’intero mercato mondiale. Proprio come un’aquila, la stessa che raffigura la sua azienda, Scudieri ha gli occhi puntati sul mondo e il cuore ancorato nella sua Ottaviano . Nella sua città natale , uno dei 48 stabilimenti il più piccolo ma nel contempo quello a cui , in uno al papà Achille ,è "sentimentalmente" legato. E’ lui, il precursore della politica economica dell’internalizzazione delle aziende che sulla scia della politica economica di Agnelli, racconta con semplicità e coinvolgimento la sua esperienza al Niaf . “Sono stati momenti di grande emozione, essere al cospetto di tante personalità e di potenzialità , che sanno fare sinergia, di lobby, come loro stesso si definiscono, è sicuramente stato per me un grande successo, un momento unico nella mia vita”. Ma qual è il segreto per essere vincenti? “Senza dubbio il capitale umano composto da validi collaboratori, saper scegliere e dare obiettivi rigorosi entrando in piena condivisione”. Mentre percorriamo insieme i corridoi del suo quartier generale, si colgono tutte le sfaccettature di un azienda competitiva. E’ lo stesso Paolo , insieme alla preziosa presenza del suo inseparabile collaboratore Alfredo Ferraro ,a farci da guida, un Cicerone d’eccellenza “ qui ci occupiamo della Maserati Gran Turismo, un pannello che costruiamo integralmente dalla struttura per dare rigidità al prodotto sino al rivestimento con rifinitura in pelle, pelli cucite a mano e sellate”. Paolo,come ama farsi chiamare dai suoi uomini accantonando gli innumerevoli titoli e anteponendo l’umiltà e la semplicità che lo rende unico, ci illustra con il direttore dello stabilimento, step per step,i vari processi facendoci comprendere l’importanza della formazione.E’ un "mondo imprenditoriale" quello di via Mozzoni che a varcarlo ti trasporta in una dimensione completamente diversa, quella che fa da antenna satellite agli altri stabilimenti in ogni parte del mondo. La sua azienda, il suo centro di ricerca, il suo impegno sono un evidente testimonianza del potere delle idee nella nuova economia, dove la capacità manageriale ed imprenditoriale, custodisce un valido segreto strategico d’azione “qui al Sud ci sono tante potenzialità, anche nella nostra cittadina, ovvio ci vuole quella pazienza e determinazione in più ma lo stimolo deve essere soprattutto per i giovani a non demordere e ad investire”. Occorre allora il coraggio “se uno non l’ha non se lo può dare” faceva dire il Manzoni a Don Abbondio e lui ha dimostrato di averne tanto credendo nel suo gruppo anche quando i mercati non "promuovevano" il settore automobilistico. Una scommessa vinta unendo professionalità , passione e quello che gli esperti del settore chiamano intuito manageriale. Una ricerca continua per il miglioramento degli standard di qualità del gruppo che, alla guida del "pilota gentiluomo", e’ diventato il secondo al mondo nel settore dell’ auto motive ma il primo in assoluto nella conservazione di valori umani.
(da Metropolis)

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