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L’APPELLO DEL SINDACO DI SANT’ANASTASIA

“Facciamo ripartire la zona rossa”

lunedì 5 dicembre 2011, di Gabriella Bellini


DA METROPOLIS DEL 3 DICEMBRE

“Quelle che oggi appaiono criticità possono diventare delle opportunità”. Parla così della legge 21 che ha istituito la “zona rossa” il sindaco di Sant’Anastasia e se finora tutti erano convinti soltanto del fatto che ne volesse rivedere i limiti per realizzare nuove costruzioni dovranno ricredersi. L’intendo del primo cittadino anastasiano è quello di fare in modo che la legge sia applicata realmente in modo da permettere ai territori vesuviani: sviluppo economico e soprattutto sicurezza. Per ottenerlo però la prima cosa da fare è che la Regione approvi gli strumenti urbanistici utili ad applicare la legge del 2003: il Piano strategico operativo (Pso). “La Regione deve approvarlo per dirci finalmente che vuole fare dell’area vesuviana”, spiega Esposito, “dal 2003 ad oggi istituzioni provinciali, regionali e nazionali non si sono interessate di rendere operativa la legge che prevede una serie di regole e anche fondi per lo sviluppo del territorio. Non vogliamo che venga revocata, ma va messa in discussione. E’ chiaro che non si può essere sempre e solo contrari. Non comprendiamo però perchè siano trascorsi oltre 8 anni e nessuno abbia mai attuato gli atti consequenziali che andavano approvati invece dopo soli sei mesi. Da troppo tempo i cittadini e gli imprenditori del Vesuviano sono in attesa. Al momento non possono essere effettuate nuove costruzioni, eppure la legge prevede bed & breakfast, agriturismi, opifici, ma al momento se manca il Pso come Comune non possiamo dare nessuna autorizzazione edilizia, siamo impotenti ed è chiaro poi che cittadini e imprenditori dopo tanto aspettare decidano di infrangere la legge commettendo degli abusi edilizi. Non sono giustificabili, ma comprensibili. La Regione deve darci delle risposte, dobbiamo poter avere i fondi necessari per rilanciare il territorio e quindi anche compensare con sgravi fiscali gli investitori che vengono ad aprire nuove attività imprenditoriali nella nostra zona. Allo stesso modo se c’è da decentrate università o uffici da Napoli le istituzioni devono pensare a realizzarle nell’area Vesuviana per renderla nuovamente ‘appetibile’”. Dichiarazioni interessanti che vanno però controtendenza, Esposito infatti, accusa di mancanza di dialogo Provincia e Regione che sono però del suo stesso colore politico, tutte di “centrodestra”. Ma per il sindaco non è strano, anzi: “La politica è cambiata, non si fa più per appartenenza, ma per collocazione. L’accordo va trovato riguardo i programmi da realizzare”.

Messaggi

  • Oh finalmente una parola definitiva: dopo essersi giocato la campagna elettorale sull’eliminazione della zona rossa, poi aver detto che si volevano diminuire i confini, ora l’ennesimo voltafaccia, la zona rossa è un’opportunità! Resta da spiegarlo ai suoi elettori del PDL più ottusi, tra cui in testa il capostaff che ancora inneggia a Silvio, a Cesaro etc etc, ed ai compagnielli de La Destra, che volevano addirittura raccogliere le firme contro la zona rossa. Ultimo ad essere informato è l’assessore Graziani, convinto dell’inutilità dei vincoli quando parla a Sant’Anastasia, ma che a Napoli è amico dell’IDV e appoggia de Magistris, in Provincia è amico di Cesaro, in regione è del PDL.

    • Ma allora ci si diverte.......
      chi deve spiegare al Sindaco di Sant’Anastasia che il rischio vesuvio o un alluvione possono distruggere sant’anastasia, ma sta scherzando sul serio, allargare la zona rossa in un spazio talmente ristretto dove non ci sono strade adeguate o via di fuga sarebbe un suicidio collettivo ,già in questa città c’è da condonare mezzo paese costruito abusivamente e male , ma lui insiste.....,sono mesi che ripete la stessa cosa, invece di fare continui dibattiti riunisca tutti i cittadini favorevoli e li porti in piazza, e dal governatore CALDORO è si faccia fare una delibera Regionale, per Sant’Anasatasia ,cosi finisce questo lungo calvario, e pensi un pò ai tanti cittadini che ogni giorno si recano al comune per i problemi chi li attanagliano, ma lui pensa solo alla zona ROSSA........ la prego non insista ci sono tante altre cose da fare? la saluto Sasso

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