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Terzigno. Villette fantasma di via Delle Camelie: acquisiti atti al Comune

mercoledì 7 dicembre 2011, di Giovanna Salvati


Terzigno. Via delle Camelie, ritorna l’incubo sulle villette fantasma: tra gli inquilini un ex amministratore della giunta Auricchio. Nel frattempo acquisiti gli atti da parte dei carabinieri sul “patrimonio choc” del comune. Inizia a prendere forma con consistenti risvolti, lo strano caso che nel maggio scorso aveva coinvolto il patrimonio immobiliare del comune di Terzigno e i suoi circa sessanta alloggi. Gli appartamenti, vere e proprie villettine condominiali, gestite da un’ agenzia esterna, furono acquisite a patrimonio comunale senza che però questo nel corso degli anni, e tuttora, ricavasse nessun provento dai suoi affittuari. Un giallo che si infittisce ogni giorno di più, soprattutto dopo l’acquisizione da parte dei carabinieri di atti che potrebbero finalmente chiarire lo strano caso. Quello che però emerge, secondo gli inquirenti, è l’equivocante legame che potrebbe legare persino un ex amministratore della giunta Auricchio che in quelle villette ospita il suo studio, complice tecnici ed architetti. Complicità o solo un caso? Questo il nodo da sciogliere. Ripercorrere la gestione degli alloggi a partire dal verbale di deliberazione della giunta comunale numero 68 del 22 aprile del 2009, con il quale venne approvato l’inventario dei beni mobili ed immobili del Comune. Un censimento fondamentale ed un passo importante per l’amministrazione comunale di allora,capitanata dal tuttora sindaco Domenico Auricchio, che permise cosi di rispolverare tutto ciò che appartiene alla casa comunale e che purtroppo, troppo spesso viene dimenticato. Un patrimonio inestimabile dalla cifre esorbitanti, tuttora, come ieri, nelle mani del comune. Ora se è pur vero che per i beni mobili nessuna entrata viene percepita, diverso è invece per i beni immobili. Case, fabbricati, terreni, appartamenti, locali o quant’altro passa al vaglio di chi ne stabilisce il valore che per esempio nel caso specifico di 61 fabbricati ammonterebbe per il valore inventariale a circa euro 10,773.445,48. Eppure i 61 fabbricati, seppur nelle mani del comune come proprietario e seppur affidati tramite affitto a famiglie che ne usufruiscono pagandone l’affitto normalmente, le casse comunali non segnano alcuna entrata. All’epoca dello scandalo fu proprio l’Assessore al Patrimonio Raffaella Buoninconti a sottolineare “faremo chiarezza e soprattutto metteremo in campo soluzioni e provvedimenti che possano mettere fine alla speculazione di povere famiglie beffeggiate come lo stesso nostro ente comunale”. Ma da quel giorno nessuno più commento. Silenzio assordante, eppure in questi lunghi mesi le sessantuno famiglie hanno continuato a versare il loro fitto mensile: ma a chi? E soprattutto come reagirà l’amministrazione comunale alla notizia che un suo ex amministratore, all’epoca componente della giunta, effettui la sua libera professione di geometra nelle villette incriminate?

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