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Ottaviano, uccisa dal monossido sprigionato dal braciere. Gli amici: "Era una donna semplice"

giovedì 8 dicembre 2011, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Una morte agonizzante, lenta e muta, ma soprattutto una tragedia che ha interrotto il silenzio in una notte, dove le urla di una madre hanno segnato l’inizio di un dramma. Il corpo della figlia 48enne riverso per terra senza vita. E’ quello di Antonia Raffaella Bifulco. La donna ha perso la vita dopo aver respirato le inalazioni di monossido di carbonio, sprigionate da un braciere a carbone che le stava fornendo calore nella stanza. Un inganno che però le ha regalato la morte. Una storia assurda, un dramma, che difficilmente potrà trovare la rassegnazione dei familiari. Antonia viveva in via Ruggiero Arcuri, una traversa di via Ferrovia dello Stato, con la madre, i suoi tre fratelli e il figlio di appena otto anni. Aveva appena accompagnato il suo piccolo “tesoro” a dormire, per poi dedicarsi caldo, qualche minuto di relax dinnanzi alla tv e poi a dormire. Una consuetudine che però ieri le è costata la vita. Sono da poco passate le 23,10. Antonia si reca in bagno per una doccia. Ha freddo e decide di riscaldare l’ambiente con un braciere “fai da te”. In un cestello di ferro raccoglie il restante del fuoco del camino e lo porta con se in bagno. Ma qualcosa sembra non permetterle di respirare. Pochi minuti per perdere i sensi e cadere a terra senza vita. Nella caduta la donna urta il braciere e si scotta le mani. Il suo corpo rimane inerme per una mezz’ora. Nessuno sembra avvertire l’urto. La madre dorme. Anche i suoi due fratelli. Sarà il terzo fratello, rientrato a casa dopo una serata ad accorgersi che qualcosa non va. Attirato dalla luce del bagno ancora accesa si avvicina alla porta del bagno. Li il ritrovamento. Un urlo straziante della madre irrompe il silenzio. La corsa dei carabinieri della locale stazione, coordinati dal maresciallo Domenico Iaccarino. L’arrivo dei paramedici del 118: ma è troppo tardi. Per Antonia non c’è più nulla da fare. Sarà il medico legale ad accertare la morte avvenuta intorno alle 23,55. Una notte da dimenticare per la famiglia Bifulco, ma soprattutto la disperazione della madre e dei suoi fratelli. Una rassegnazione ch difficilmente potrà essere accettata dal figlio di appena otto anni che durante la giornata di ieri ha chiesto più volte della madre. Un andirivieni continuo nella giornata di ieri a casa di Antonia fatto di amici e parenti, ma anche di conoscenti. “Antonia la conoscevano in tanti – commenta una vicina di casa – una donna buona, gentile, non conosceva la cattiveria”. E ancora “ Sempre disponibile, una donna piena di carattere, perbene, e sopratutto devota alla famiglia”. 
Il corpo della donna su disposizione dall’autorità giudiziaria e’ stato portato all’obitorio del Secondo Policlinico di Napoli per l’autopsia, che solo domani mattina verrà effettuata. Solo sabato mattina ci saranno i funerali, per l’ultimo saluto ad “una donna semplice”.

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