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Ottaviano. Rimpasto o sfiducia? Ultimatum per Iervolino

venerdì 9 dicembre 2011, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Rimpasto o sfiducia? Questo l’ultimatum che arriva dalla maggioranza consiliare verso il primo cittadino Mario Iervolino. Una proposta perentoria che rigetta cosi nella mani del “deus ex machina” ottavianese le sorti del governo cittadino, (come sempre d’altronde). Un’ indiscrezione forte, fatta trapelare dai salotti dello schieramento del Partito Democratico dopo l’ultimo incontro tenutosi Martedi sera nei locali del circolo politico. Per la prima volta, dopo otto anni di vita politica, la maggioranza - compatta - ha escluso il primo cittadino dal vertice politico, decidendo di tenerlo fuori dalla tavola rotonda. Eppure mentre qualcosa sembra annebbiare e nel contempo gonfiare i pettegolezzi politici di queste ore, nessuno preferisce sbilanciarsi. Ma procediamo con ordine. Un iter fatto di "macchie" quello del Partito Democratico: prima il documento condiviso in consiglio comunale “vogliamo più dialogo e condivisione delle scelte”. Poi la polemica dei due consiglieri Michele Saggese e Francesco Ciniglio, sull’ambiguità della loro casacca, ufficializzata nell’ultimo consiglio comunale entrando tra le fila del Partito Democratico. La spaccatura all’interno del coordinamento cittadino non tarda a produrre i suoi effetti: Ignazio Franzese viene sfiduciato e nominato il nuovo comitato di reggenza, che almeno all’apparenza, doveva traghettare il partito verso orizzonti politici più sereni. Ma nemmeno questo sembra calmare gli animi. Qualcosa di più forte inquieta la squadra di Iervolino. Si susseguono colloqui e riunioni, al palazzo municipale nel frattempo incontri e scontri tra più “colleghi di maggioranza” sembrano non far bene a nessuno. Il tutto si conclude con l’assenza completa del primo cittadino al consiglio comunale: è bufera. Maggioranza e minoranza rimangono spiazzati e da quel momento è frattura. Commenti negativi nei confronti dell’assenza del sindaco Iervolino arrivano persino da alcuni rappresentati della sua stessa compagine. Nei giorni scorsi poi la scelta di non invitare il primo cittadino, alla riunione di maggioranza, durante la quale, in un clima alquanto mite, si arriva alla conclusione di chiedere unanime un rimpasto. Rimettere a posto alcune pedine per ristabilire l’equilibrio carente, cercare contenere l’implosione politica ma prima di tutto distribuire nuovamente in modo equo e solidale, le cariche amministrative. Una sorta di cambiale , quella che il primo cittadino vede presentarsi all’incasso dai suoi stessi adepti. Due le opzioni: procedere al rimpasto subito o raccogliere firme per la sfiducia. Un ultimatum che però, ancora una volta non sembra scuotere Iervolino che senza batter ciglio sembra già avere pronto in tasca il suo asso. Sicuramente non cederà alla scelta del rimpasto, se non per quei componenti per i quali la poltrona già era in bilico (vedi Torrà e Bianco), ma con cosa “baratterà” invece gli altri?

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