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RASSEGNA TEATRO/AUDITORIUM DI SAVIANO

Terza opera in concorso, "Miseria e Nobiltà" de "I cocci di Emilio"

Il regista Emilio Napolitano: “Ho inteso questo testo nel rispetto del copione originale senza altri stravolgimenti, puntando all’importante messaggio o una serie degli stessi che l’opera ha voluto trasmettere”.

domenica 18 dicembre 2011, di Mauro Romano


Saviano – Prosegue, secondo cartellone, il programma della stagione teatrale savianese. Per il terzo appuntamento il pubblico era numeroso in sala per seguire la compagnia di Emilio Napolitano che ha proposto il classico del teatro “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta, commedia in tre atti datata 1888 che, secondo quanto ha dichiarato il regista, Emilio Napolitano: “Ho inteso questo testo nel rispetto del copione originale senza altri stravolgimenti, puntando all’importante messaggio o una serie degli stessi che l’opera ha voluto trasmettere”.

Una serata che ha lasciato spazio anche alla solidarietà: parte del ricavato, infatti, è stato devoluto all’associazione “4 zampe onlus” di Avella da parte del gruppo casamarcianese che ha consentito a molti giovani esordienti, nel senso che per la prima volta si sono proposti al grande pubblico, di calcare la scena sotto l’attenta regia di Emilio Napolitano e dell’aiuto regia di Fabio Mungiello.

Molti ricorderanno che l’opera “Miseria e nobiltà” è stata trado
tta anche in un film nel 1954 - diretto da Mario Mattòli e tratto dall’omonima opera teatrale di Eduardo Scarpetta -. Da precisare che un altro film, muto, è andato perduto: fu interpretato dallo stesso Eduardo Scarpetta per la regia di Enrico Guazzoni nel 1914. Essa venne recitata anche dal figlio di Scarpetta, Eduardo De Filippo. Un precedente film con lo stesso titolo è datato 1940 con la regia di Corrado D’Errico.
La trama è raccontata in poche battute: Felice Sciosciammocca, celebre maschera scarpettiana, è uno squattrinato che vive di ‘onesta miseria’ … alla giornata facendo lo scrivano, e in casa è in compagna di un altri suoi pari grado.

La commedia si evolve nell’entrata in scena del dinamico marchesino Eugenio, innamorato della bella Gemma, ruolo affidato a Marianna Manzi, di professione ballerina, lavoro che all’epoca suscitava qualche perplessità! Per questo la sua famiglia si oppone; la ragazza non è una nobile! Il padre della ragazza invece, Don Gaetano - personaggio affidato ad Alfonso Peluso - ex cuoco divenuto molto ricco avendo ereditato, è felice di consentire al fidanzamento.

Per ottenere il consenso al matrimonio, Il marchesino chiede a Felice e Pasquale, quest’ultimo interpretato da Fabio Muingiello - di mimetizzarsi con moglie e figlia e fingere di essere i suoi nobili familiari. Proprio loro recitare da nobili! Loro che non sono abituati a mangiare tutti i giorni! Loro che non hanno spesso un linguaggio appropriato alla situazione della classe nobile.

I colpi di scena, come spesso capita nella vita, come sulla scena teatrale … sono imminenti e dietro l’angolo; donna Bettina, cameriera personale di Gemma, si scopre che è la moglie di Felice, che anni prima lasciò. Felice Sciosciammocca - interpretato da Gennaro Basile - dopo tutto un susseguirsi scenico, si riappacifica con Bettina, mostrandole il loro figlio Peppiniello, ruolo affidato al piccolo di età, Antonio Basile, dopo sei anni.

Come se non bastasse il personaggio di donna Luisella, interpretato da Maria Vigorito, che non aveva preso parte alla simulazione, si presenta a sorpresa, facendo scoprire l’inganno. Sarà un colpo di scena a risolvere, nel migliore dei modi, la situazione e a far chiudere il sipario tra applausi del pubblico. Un colpo di scena che rimette a posto ogni tassello e far si che tutti vivessero felici e contenti per il resto dei loro giorni!

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