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Napoli, l’Asìa assorbe 350 operatori dalle esternalizzate e scoppia la polemica

sabato 21 gennaio 2012


Napoli. Alla fine il compagno Tommaso Sodano l’ha più o meno spuntata. L’Asìa ingrosserà le sue fila con 350 nuovi operatori direttamente alle sue dipendenze. A beneficiare dell’aiutino saranno gli ex lavoratori di Lavajet di Savona e Docks Lanterna di Genova (le due società che avevano in subappalto lo spazzamento meccanico della cittadina partenopea). I contratti di subappalto con le due società liguri erano scaduti il 31 dicembre scorso e, al posto della paventata proroga, il vicesindaco napoletano ha pensato bene di far assumere direttamente all’Asìa i dipendenti delle due aziende. Asìa così internalizzerà il servizio di spazzamento meccanico, finora affidato alle due società esterne e che costava all’azienda che cura i servizi di igiene ambientale circa 40 milioni di euro l’anno, e assorbe nel suo organico i 350 "benedetti dal compagno Sodano". L’assorbimento sarà graduale. Ad entrare saranno subito 71 lavoratori, poi toccherà a cento fino ad arrivare al totale di 350 entro il 2012. Naturalmente, complici in questa operazione che sicuramente susciterà polemiche, i sindacati i quali hanno firmato l’accordo senza battere ciglio. Ma da cosa potrebbero derivare le polemiche per questa operazione? Sicuramente da alcuni punti perlomeno curiosi: le assunzioni sono innanzitutto senza concorso pubblico. Inoltre manca il piano industriale con la pianta organica, con il fabbisogno di personale e con la specifica dei costi e dei benefici dell’intera operazione. Anche Giuseppe Ferrario, avvocato di Asìa, ha espresso delle perplessità: "L’azienda non ha margini di assunzioni se non "nei limiti del patto di stabilità e attraverso procedure concorsuali imparziali". Secondo Sodano invece l’operazione porterebbe dei benefici alle casse comunali perché più economica rispetto alla gestione esternalizzata. Con Sodano le sigle sindacali FpCgil, FitCisl, Uiltrasporti e Fiadel le quali hanno affermato che l’operazione non è altro che "un passaggio di cantiere". "I lavoratori a cui si fa riferimento- scrivono i sindacati in un documento inviato a Repubblica Napoli, la prima testata a dare la notizia- sono quelli che operano da oltre vent’anni per la rimozione dei rifiuti prodotti in città . Tali attività sono gestite dall’ASIA, direttamente o mediante affidamenti a fornitori esterni, sin dai primi anni 2000. A partire da quell’anno tutti i lavoratori del cantiere NU di Napoli sono legati direttamente ad ASIA che li “presta”, con la formula del passaggio di cantiere, ai vari fornitori esterni cui affida di volta in volta parte dei servizi di prelievo. Quindi- prosegue la nota- per i circa 350 lavoratori in questione non si tratta di nuove “assunzioni in società pubbliche” ma del passaggio di cantiere previsto, dal Contratto Collettivo Nazionale, per il rientro nell’azienda madre delle maestranze precedentemente assegnate a ditte esterne. Una procedura correttamente imposta dalle norme, in cui le Organizzazioni Sindacali hanno esercitato la funzione di garanzia prevista a tutela dell’occupazione per lavoratori che da oltre vent’anni assicurano il prelievo dei rifiuti nella nostra città. I verbali sottoscritti dalle Organizzazioni Sindacali con i rappresentanti di ASIA e Comune di Napoli, consultabili da chiunque voglia di acquisire elementi di conoscenza vera della vicenda, ricostruiscono nel dettaglio i contorni di una vicenda assolutamente limpida". La stessa nota parla di risparmi e benefici per l’Ente. Quali siano questi benefici non è dato saperlo. Così come non è dato sapere dove l’Asìa troverà i fondi per acquistare nuovi mezzi; come saranno finanziate la manutenzione, il gasolio, le assicurazioni degli stessi mezzi e quali saranno gli spazi per ospitare le attività dei 350 operai. Tutto ciò nella nota dei sindacati non è scritta. Questo caso segue quello delle assunzioni dei 23 dipendenti (diventate successivamente 21) "imposte" all’ex numero uno di Asìa, Raphael Rossi. Su quest’ultimo caso sta indagando la Procura della Repubblica di Napoli. Gli atti in possesso dei magistrati evidenziano la fretta con cui da Palazzo San Giacomo ha imposto le 23 assunzioni nel bacino Napoli 5. Le assunzioni, motivate dalla giunta con "l’esigenza di ottimizzare le operazioni di trasferimento dei rifiuti verso l’Olanda", dapprima non sarebbero andate a buon fine per via dell’opposizione strenue di Rossi. In un secondo momento, essendo stata vanificata l’ipotesi di utilizzo negli impianti di Via Brin e Via Nuova delle Brecce, le 23 immissioni in organico sono diventate "operazioni di assorbimento", per poi diventare assunzioni semplici. Naturalmente anche in questo caso, di concorsi pubblici non si è parlato.

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