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COMUNICATO STAMPA ISDE PROVINCIA di NAPOLI

MAL’ARIA A NAPOLI 2012: L’ENNESIMA MENZOGNA PER LA SALUTE PUBBLICA!!!

A partire dal 2006, abbiamo registrato dati progressivamente allarmanti dalle 9 centraline di monitoraggio ubicate all’interno della metropoli e gestite dalla agenzia regionale ARPAC.

martedì 24 gennaio 2012, di Mauro Romano


Napoli - Viviamo in questi giorni di inizio 2012 una drammatica crisi finanziaria ed economica ed il difficilissimo tentativo di restituire un minimo di dignità civile alla città di Napoli, la più umiliata ed offesa sul versante della mala gestione dei rifiuti urbani e industriali, tuttora soggetta all’ennesimo tentativo di stupro con un secondo, inutile e tossico maxi inceneritore in pieno centro a Napoli est, e, come ben noto a tutti i cittadini che si sono minimamente interessati del problema, la città metropolitana di Italia di fatto priva di un monitoraggio della qualità dell’aria che abbia un minimo di affidabilità dal giugno del 2010.

A partire dal 2006, abbiamo registrato dati progressivamente allarmanti dalle 9 centraline di monitoraggio ubicate all’interno della metropoli e gestite dalla agenzia regionale ARPAC.

I dati registrati e trasmessi per i report Mal’aria di Legambiente per gli anni dal 2006 al 2010 sono stati comunque perfettamente in linea con quanto registrato in questi anni in termini di inquinamento del centro storico non solo a causa di un traffico veicolare automobilistico del tutto fuori controllo, ma anche e soprattutto causato dalle maxinavi costrette ad attraccare in pieno centro storico a motori accesi, in assenza di banchine di attracco adeguatamente elettrificate.

Di tale disastro con gravi ripercussioni alla salute pubblica, la tabella 2.2 del report MAL’ARIA 2012 di Legambiente è fedele testimone:

Napoli ha registrato nell’anno 2008 la emissione di ben 1549,77 tonnellate di pm10 , per un valore totale complessivo superiore persino alla metropoli di Milano con esplicita attribuzione ad altri trasporti (Porto) per una percentuale di ben il 38.44% del totale, (rispetto per esempio al solo 3,5% di Milano), rispetto al trasporto su strada, incidente sul totale a Napoli soltanto per il 30.53 % del totale.

Grazie alla tabella 2.2 possiamo quindi stabilire con certezza, e in modo evidente a tutti, che trasporto su strada e Porto (38.44 + 30.53 = 68, 97%) sono, a Napoli, la principale fonte di produzione delle polveri sottili pm10, responsabili in gran parte del picco di incidenza di patologie gravi e mortali come ictus, infarti e cancro del polmone. Di queste patologie gravissime, Napoli, negli ultimi anni, registra i valori massimi di incidenza nazionale.

In modo costante, per gli anni che vanno dal 2006 al 2008, la centralina peggiore, che ha registrato il maggior numero di sforamenti è stata la centralina “Ente Ferrovia” a Napoli est, sostanzialmente ubicata in prossimità del Porto, oltre che della zona dove si vorrebbe ubicare l’ennesimo maxi inceneritore all’interno del perimetro cittadino.

Ebbene, nonostante sia ben noto a tutti che , a partire dal giugno del 2010, tutte e nove le centraline di monitoraggio dell’aria a Napoli sono oggetto di prolungati quanto incomprensibili ed ancora irrisolti lavori di manutenzione e/o sostituzione che ne rendono di fatto inutilizzabili i dati per comparazioni, in quanto forniti “ a singhiozzo” , ovvero con mancate trasmissioni (Non Determinato = ND) per ben oltre un terzo dei 365 giorni di registrazione/anno per singola centralina, tali dati sono stati regolarmente registrati, validati, trasmessi ed utilizzati acriticamente per la valutazione comparata della qualità dell’aria metropolitana di Napoli anche nel rapporto Legambiente Mal’aria 2012.

Ne consegue pertanto che, a causa di questo irresponsabile quanto gravissimo comportamento da parte di chi non confessa pubblicamente la impossibilità di disporre di dati perfetti provenienti dalle centraline (funzionanti “a singhiozzo” dal giugno del 2010) per comparazioni affidabili, il rapporto Legambiente Mal’aria 2012 registra con la tabella 1.2 un fenomeno veramente incredibile: da oltre 180 sforamenti registrati nel 2008, con un valore di pm10 in tonnellate superiore persino a Milano e registrati tutti, come logico, dalla centralina peggiore “Ente ferrovie”, senza alcuna considerazione critica da parte dei responsabili della trasmissione e pubblicazione del dato, il report di Legambiente, in modo incredibilmente acritico, attesta per Napoli un numero di sforamenti massimo registrato per l’anno 2011 di “soli” 62 sforamenti (circa meno 70% rispetto al 2008!) , ponendoci quindi di fatto allo stesso livello di città come Palermo (63) e Firenze (62), non più allo stesso livello di Milano (131), senza alcun significativo accadimento registrato per l’anno 2011, ivi incluso la istituzione della ZTL, non potendo questa da sola avere determinato questa incredibile diminuzione, poiché la Tabella 2.2 attesta che il traffico veicolare incide a Napoli per non più del 30% del totale delle pm10 emesse.

Anche se non circolasse a Napoli neanche una automobile, quindi, la diminuzione degli sforamenti non può, matematicamente, ridursi ad oltre il 30% del totale, non certo raggiungere il 70% di diminuzione !

E’ sufficiente comparare i valori in tonnellate registrati nel 2008 da Palermo (703,74 tonnellate) , Firenze (667, 55 tonnellate), rispetto a Napoli (1549,77 tonnellate) e Milano (1512,92 tonnellate) (riportati nella precedente tabella 2.2) per evidenziare quale gigantesca e criminale menzogna sia stata trasmessa per l’anno 2011.

Ma , come solitamente accade a Napoli, alla menzogna si somma il grottesco, il ridicolo e l’inverosimile: i 62 sforamenti sono ovviamente registrati dalla centralina peggiore, quella ubicata ovviamente quindi nella sede oggetto della maggiore concentrazione di trasporto veicolare e/o di attracco di navi a motori accesi: cioè la centralina cosiddetta “Osservatorio Astronomico” ubicata nei pressi dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte !

Siamo quindi la prima città metropolitana del mondo (!) che attesta di avere localizzato il proprio Osservatorio Astronomico nella zona più trafficata, inquinata ed oscurata da polveri sottili della città!
In questa città non esiste più limite alla menzogna ed al ridicolo, mentre ogni giorno non meno di dieci cittadini napoletani muoiono in maniera evitabile per infarti, ictus, e cancro legati al gravissimo inquinamento dell’aria di Napoli, proveniente, ovviamente, dal Bosco di Capodimonte!
Che vergogna!

Supplico in ginocchio , in nome di quelle migliaia di cittadini napoletani che muoiono per inquinamento dell’aria ogni anno, tutti i media che riceveranno questa missiva, ad avere un minimo di rispetto di questi morti, e a dare spazio sul proprio giornale a questa ennesima palese criminale menzogna perpetrata ai danni dei cittadini della città metropolitana di Italia più umiliata e massacrata di Italia!

Che almeno i mezzi di informazione , la stampa e i media televisivi facciano vedere e chiedano conto di questa ennesima ridicola ed assurda menzogna da attribuire a organi istituzionali che avrebbero il compito prioritario, con il proprio lavoro, di tutelare la salute pubblica.
E speriamo che, come atto dovuto, di ufficio, la magistratura penale provveda di urgenza ad intervenire sui responsabili di tale sfacelo.
Napoli, li 21 gennaio 2012,

Dott. Antonio Marfella Tossicologo oncologo - Direttivo ISDE MEDICI PER AMBIENTE Sezione di Napoli

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