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Agricoltura a rischio a causa del rincaro del petrolio

sabato 5 gennaio 2008, di Mina Spadaro


NAPOLI. “E’ ora di mettere in campo una politica per lo sviluppo delle energie alternative, dalle biomasse al biocarburante, che ci consenta di recuperare i ritardi fin qui accumulati e colmare il gap che ci separa dagli altri Paesi, comunitari e non”. Queste le parole del presidente di Confagricoltura Campania Pietro Micillo che si esprime a proposito del rincaro vertiginoso del prezzo del petrolio. L’uso dell’oro nero non è limitato al carburante per auto o al riscaldamento domestico, ma invade ogni sfera della vita odierna: dai banali sacchetti per la spesa ai più sofisticati oggetti in plastica. Ma non solo: “Il "caro petrolio" - prosegue Micillo- penalizza comparti importanti dell’agricoltura campana, dal florovivaismo all’orticoltura, dal vivaismo alla zootecnia, che usano il gasolio per riscaldare le serre e le stalle e per l’alimentazione delle macchine agricole e degli altri impianti aziendali.” Dal momento che, dunque, l’agricoltura campana non potrebbe sopportare nuovi oneri che rischierebbero di frenare la crescita delle nostre aziende, l’unica via d’uscita sembrerebbe proprio quella delle energie alternative.

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