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Somma Vesuviana, calendario "Somma città d’arte". E’ bufera sui finanziamenti comunali

sabato 28 gennaio 2012


Somma Vesuviana. La Vanità ha un suo costo. Quella dell’assessore alla Cultura Emanuele Coppola costerà ai cittadini sommesi 5mila euro. Tanto infatti ha sborsato il comune sommese per finanziare il calendario 2012 “Somma Città d’Arte” voluto e curato dallo stesso titolare alla Cultura il quale è anche responsabile dei “Beni Culturali” del complesso di santa Maria del Pozzo, struttura promotrice del progetto. Un calendario di cui si sono perse le tracce e sul quale in molti, in queste ultime ore, si stanno interrogando. A maggior ragione dopo la scoperta che il finanziamento è avvenuto con il “Fondo di riserva” del bilancio comunale. Ma andiamo con ordine. A settembre dello scorso anno Emanuele Coppola, nel corso di una conferenza stampa, presenta il progetto di restauro dei testi e l’opportunità di stage per 12 ragazzi. Il tutto con il patrocinio del comune sommese (anche se non sono mai state chiarite del tutto le modalità di selezione dei partecipanti allo stage né tantomeno se queste selezioni già siano state effettuate). Passano pochi mesi ed i francescani di Santa Maria del Pozzo, presentano il progetto di restauro di nove libri liturgici del XV e XVI secolo custoditi presso l’archivio storico “G.Cocozza”. Inoltre gli stessi annunciano che il restauro sarà accompagnato da uno stage formativo “organizzato dal medesimo Complesso Monumentale indirizzato ai giovani interessati alla conservazione, manutenzione e restauro delle opere libraie”. Qui entra in gioco il calendario che dovrebbe servire a raccogliere parte dei soldi dello stage. Quest’ultimo, secondo quanto rivela la delibera di giunta, sarebbe costato, “nella sua attività promozionale 10mila euro più iva e che la medesima attività è stata realizzata da uno staff di professionisti mossi da spirito di servizio e condivisione dell’ambizioso progetto”. Naturalmente, come spesso capita quando si maneggia il “burocratese”, non è chiaro a cosa siano serviti questi soldi anche perché, lo stesso Coppola,nel corso della presentazione del calendario presso Villa Luro Fur aveva affermato che “i professionisti impiegati nella realizzazione dell’opera hanno svolto il loro lavoro gratuitamente“. Inoltre, dallo stesso atto di giunta, non si comprende nemmeno quante copie siano state stampate dello stesso almanacco né tantomeno a chi sia stata affidata la distribuzione. Ma tralasciato il curioso aspetto tecnico, sorgono dei dubbi sullo stesso calendario. Anche perché, a ben vedere, più che un almanacco, l’assessorato alla Cultura sommese ha prodotto un vero e proprio catalogo di moda (8 pagine di carta dalla grammatura di 200, 230 grammi che non è possibile appendere da nessuna parte perché manca il filo o un foro). Infatti a rubare la scena, mese per mese, più i monumenti sommesi è la “modella d’eccezione” (così è scritto sulla copertina) Maria Vittoria Di Palma che indossa gli abiti dell’atelier Luro Fur. Non solo, ma lo stesso Coppola, nella costruzione della sua personale “Vanity fair” si è guardato bene dal celebrare la sua corte con quattro pagine di backstage nel quale compare perfino un sorridente sindaco Raffaele Allocca con tanto di fascia tricolore dietro la sua scrivania di Palazzo Torino. Insomma, quello che doveva essere un almanacco con il quale “Somma Vesuviana si racconta attraverso le sue emergenze architettoniche”, è risultato un “catalogo autocelebrativo” del vulcanico assessore, dei suoi amici e di parte della politica cittadina. Ma su Coppola, oltre alle critiche di ampi settori della cittadinanza, sono piovute anche quelle della minoranza consiliare. In particolar modo, ad esprimere i dubbi sull’intera operazione è stato Luigi Aliperta, consigliere comunale dell’Udc. “Premesso che Somma Vesuviana è una destinazione affascinate per tutti per la sua storia, le sue risorse culturali, artistiche,archeologiche, monumentali ed ambientali - esordisce il consigliere comunale - , l’assessore Coppola non può e soprattutto non deve incentivare attività a dir poco anomali per pubblicizzare le nostre risorse territoriali”. Il riferimento è a Villa Luro Fur, l’ambientazione scelta dallo stesso titolare alla Cultura per presentare il calendario qualche mese fa. “Individuare una location per la presentazione di un calendario presso una struttura privata, la cui totale conformità edilizia è da verificare, a danno di tutti gli altri operatori del settore rimasti fuori da questa costosa operazione di marketing, lede la nostra immagine. Oltretutto è strano anche la presentazione abbia visto di solo la presenza alcuni esponenti dell’amministrazione Allocca”chiosa Aliperta il quale passa al contrattacco sul finanziamento ricevuto dal calendario: “Poi addirittura il 30 dicembre scorso, con la delibera n.245 vengono stanziati 5mila euro per questa iniziativa, prelevandoli dal fondo di riserva del Bilancio comunale. Vorrei solo ricordare a chi ha preso questa decisione- conclude l’esponente scudocrociato- che tale fondo è utilizzato solo per esigenze straordinarie che colpiscono la città. Le risorse devono essere valorizzate con progetti seri e non attraverso sfilate nozze presso musei o opere che meriterebbero più rispetto”.

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