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Vetromile: "Per l’emergenza rifiuti cominciamo a cambiare i nostri comportamenti"

domenica 6 gennaio 2008


SANT’ANASTASIA - Riceviamo dal poeta Giuseppe Vetromile una lettera sull’emergenza rifiuti che pubblichiamo.

La (brutta) storia infinita dei rifiuti

Una mia breve riflessione sulla questione dei rifiuti (ormai ne parlano tutti) desidero farla, da cittadino–poeta sensibile come tutti ai problemi ambientali che non possono certo, giunti al punto tragico in cui siamo, passare inosservati. E con questo non voglio e non posso, certo, risolvere il problema, problema che richiede sicuramente tutt’altro impegno in termini di volontà e coraggio politico, educazione civica, conoscenze dell’argomento e tempi lunghi di “maturazione” generazionale. Ma un piccolo contributo, una goccia nel vasto mare delle immondizie, un problema che si è talmente complicato qui da noi da non capirci veramente più niente, desidero come dicevo darlo anch’io.
Comincerei da noi stessi. La nostra mentalità (parlo naturalmente in generale e non desidero offendere nessuno, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti) è ancora quella che ritiene l’ambiente circostante una cosa non propria e che si può tranquillamente deturpare, sporcare e degradare: basta vedere le numerose cartacce, bottiglie di birra, scatole di sigarette, cicche, buste di plastica colme e quant’altro disseminate lungo le vie di periferia, sui marciapiedi e nei prati. Un giorno, camminando proprio davanti al Santuario di Madonna dell’Arco, istintivamente ho redarguito un passante che gettava a terra un pezzo di carta, e per tutta risposta mi ha mandato “a quel paese”. Sono casi isolati, è vero, ma se ognuno cominciasse da lì, a non sporcare l’ambiente?…
Desidero inoltre far osservare che non è affatto corretto approfittare della crisi andando a gettare sui cumuli di spazzatura resti di elettrodomestici, poltrone, mobili, legno eccetera, trasformando la zona dei cassonetti in una vera e propria discarica a cielo aperto! Si aggrava così il problema e il tutto ricade sempre su di noi, immancabilmente.
Cerchiamo poi di ridurre i rifiuti non riciclabili: andando a fare la spesa, portiamoci delle buste di carta o delle borse di stoffa come si usavano una volta, oppure, almeno, portiamoci appresso le buste di plastica che già teniamo in casa, riutilizzandole per metterci i nostri acquisti e senza richiedere alla commessa altre buste nuove (risparmiamo così anche i 5 centesimi del loro costo).
Cerchiamo di evitare l’acquisto di acqua minerale in bottiglie di plastica, ma utilizziamo quelle in vetro, riportando al venditore i vuoti.
Chi ama tenere piante sul terrazzo o sui balconi può utilizzare una parte dell’umido creando il famoso “compost” (residui di frutta e verdura, bucce, vegetali, erbe secche, residui di caffè, ecc.), che diventerà ottimo concime.
E poi la carta, tanta carta! Cerchiamo comunque di metterla da parte: vecchi giornali, riviste, quaderni, cartoncini. Parte di essa potrà tornare utile per futuri imballaggi e pacchetti, o per altri mille scopi, non ultimo quello ad esempio di pulire i vetri delle finestre e dell’auto.
Se a livello di amministrazioni comunali e regionali il treno della raccolta differenziata non parte, o parte e subito si blocca per mille motivi (?), cerchiamo nel nostro piccolo di mantenere almeno questa abitudine: non risolverà certo il problema, ma se non altro servirà a mantenere desto il nostro senso civico per un futuro generazionale (speriamo) diverso e più ecologicamente attento alla Natura.

Giuseppe Vetromile
6/1/08

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