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Accordo di Programma del 29 luglio 2011

L’ATTUALE DRAMMATICA SITUAZIONE AMBIENTALE DELL’AREA NOLANA

La strada maestra è quella delle 4 R: “Riduci” Ricicla” “Riutilizza” “Recupera” e l’obiettivo finale deve essere ‘Rifiuti Zero’, attraverso un processo virtuoso di riduzione a monte dei materiali di consumo. Tutelare l’ambiente per tutelare l’uomo e la sua dignità. Noi possiamo! Noi lo vogliamo!

mercoledì 1 febbraio 2012, di Mauro Romano


L’Accordo di Programma del 29 luglio 2011 per un corretto smaltimento dei rifiuti solidi urbani, siglato tra i comuni dell’Area Nolana e il Presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, contiene un tranello: la Frazione Umida Tritovagliata (F.U.T.).

Con tale accordo, che apparentemente avrebbe garantito l’autonomia dell’area in materia di smaltimento e una corretta gestione della raccolta differenziata, i comuni dell’area a Nord di Napoli e lo stesso capoluogo campano continueranno a non garantire livelli di raccolta differenziata così come previsti dalle leggi vigenti, sversando nello Stir di Tufino rifiuti tal-quale e altri scarti di lavorazione industriale e determinando le condizioni di persistenza di un alto impatto ambientale dell’area, con gravi ripercussioni sull’ormai precaria situazione sanitaria della popolazione residente.

Nella discarica di Paenzano2 saranno sversate 200mila tonnellate di rifiuti umidi tritovagliati, mentre l’accordo ‘truffa’ dei sindaci prevedeva la ‘rinaturalizzazione’ della discarica e delle cave circostanti con rifiuti ‘biostabilizzati’. La differenza sta solo nel fatto che i primi emanano ‘cattivo odore’ (i secondi no), ma entrambi contengono quote variabili di metalli pesanti e altre sostanze pericolose derivate dalla commistione dei rifiuti tal quale con rifiuti industriali speciali, che passano inosservati. Dopo Paenzano2, a seguire, sarà aperta una seconda discarica a Comiziano e una di riserva sarà localizzata a Palma Campania. E non c’è nessuna differenza tra una discarica di tal quale e una di frazione umida tritovagliata in termini di impatto ambientale.

Di contro, la posizione dei sindaci, assai ambigua finora, non ha prodotto alcuna posizione di difesa delle istanze dei cittadini, bensì solo polemiche sterili finalizzate all’accaparramento di prebende governative legate ai ristori per i comuni sede di impianti di trattamento dei rifiuti e altri diatribe di poco conto. Solo tre Sindaci (Visciano, San Vitaliano e Roccarainola) non hanno firmato l’accordo, dissociandosi completamente dalla posizione dei sindaci firmatari e mostrando una coerenza apprezzata dalle stesse associazioni ambientaliste che lottano da mesi intorno a questo tavolo.

E’ necessaria, a questo punto, una mobilitazione pacifica, ma ferma, dei cittadini, delle associazioni eco-culturali e delle organizzazioni portatrici di interessi diffusi, che apra la strada ad un confronto chiaro e definitivo con le istituzioni, per evitare nuovi soprusi e squallide strumentalizzazioni in merito all’innocuità del piano regionale rifiuti e dell’accordo di programma firmato dai primi cittadini con la Provincia di Napoli.

La strada maestra è quella delle 4 R: “Riduci” Ricicla” “Riutilizza” “Recupera” e l’obiettivo finale deve essere ‘Rifiuti Zero’, attraverso un processo virtuoso di riduzione a monte dei materiali di consumo, separazione delle varie frazioni merceologiche, trattamento aerobico della frazione umida in appositi siti di compostaggio, e recupero dei materiali con produzione di una materia ‘prima-seconda’ utile per l’edilizia.

L’area nolana, già devastata dagli eco-mafiosi a più riprese fin dagli anni ottanta, sede di quattro discariche per rifiuti mai bonificate, otto cave in due chilometri quadrati e di un depuratore che non depura, conta un triste primato: l’aumento vertiginoso di incidenza di leucemie e tumori del fegato che le autorità sanitarie hanno finalmente messo in possibile relazione con l’inquinamento ambientale legato alle numerose discariche di rifiuti tossici presenti nell’area e agli elevati livelli di contaminazione registrati negli ovini e in parte della popolazione residente, a seguito di indagini di bio-monitoraggio compiute negli ultimi anni.

La mobilitazione deve essere massiccia e decisa, ancorchè pacifica, e deve mirare alle bonifiche di queste discariche al più presto, senza altri ritardi e dannosi ripensamenti. Bonificare si può! Anzi, si deve! E’ in gioco la vita dei nostri figli e dei nostri nipoti. E’ in gioco la nostra dignità di popolo responsabile, che abbiamo smarrito sotto i colpi dell’indifferenza, della superficialità, della collusione affaristico-mafiosa, dell’egoismo imperante nella nostra società.

Tutelare l’ambiente per tutelare l’uomo e la sua dignità. Noi possiamo! Noi lo vogliamo!

Autore/Fonte: Gennaro Esposito delegato Federazione Assocampaniafelix Giugliano-Acerra-Nola

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