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Ottaviano. Monitoraggio "speciale" delle Giacche Verdi sulle vette innevate del Vesuvio

domenica 5 febbraio 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Dai sentieri della Valle dell’Inferno sino alla meta più alta del Vesuvio, in un viaggio dove la passione per il cavallo, la tutela dell’ambiente e la scoperta di una natura straordinaria, ha regalato uno spettacolo suggestivo e a dir poco speciale, come i suoi "Cicerone". Stiamo parlando della squadra targata "Giacche Verdi" guidata dal presidente Andrea Nocerino, che questa mattina, a partire dalle prime ore di luce, ha continuato il monitoraggio (come di consuetudine, ogni weekend) per i sentieri naturalistici che da Ottaviano conducono sino ai meandri del Vesuvio. Una domenica però speciale, dove a fare da cornice è stata l’insolito arrivo della neve. E cosi mentre la Campania e il vesuviano conta i danni di temperature basse, pioggia e gelo, c’è chi ha voluto controllare che li, sulle pendici del Vesuvio, a parte lo spettacolo gratuito che la natura regalava, non si registrassero disagi per i turisti, che curiosi si godevano lo spettacolo. In sella ai loro cavalli, hanno percorso la strada Matrone arrivando al punto più alto, dove la neve toccava intorno ai 50 cm. Una mattinata tra le bellezze e le armonie naturalistiche, ma il tutto nell’ambito delle attività di monitoraggio ambientale nei sentieri del Vesuvio. Protagonisti della mattinata i volontari delle Giacche Verdi divisi in due gruppi : a cavallo guidati da Riccardo Compagnone, Angelo Tufano, e Getano Lamberti, e il gruppo a piedi che ha invece percorso lo stesso sentiero guidando e supportando nel contempo un gruppo di turisti lungo il percorso, Giovanni Duraccio, Domenico Tufano , Giovanni Attratto. La grande ed eccezionale nevicata, ha suggerito ancora una volta un doppio spettacolo: l’importanza della presenza del gruppo Giacche Verdi per quei sentieri, culminata dalla ripulitura di parte dello slargo del rifugio, dove i volontari hanno raccolto carta e plastica, e altri rifiuti, spesso abbandonati da chi senza curarsi del danno, li abbandona. Nel contempo ha suggellato uno spettacolo straordinario: come una grande parata, grandi e grossi, colossali e un poco trionfali, quei cavalli, arabi, paint e quarter horse, e i loro cavalieri, hanno avanzato fra la neve con tutta confidenza e familiarità, senza alcuno sforzo, levando con tale impeto, le zampe anch’esse pezzate, che pareva dovessero ogni volta battere insieme alla natura, al tempo, ma sopratutto all’amore per uno degli animali più belli al mondo:il cavallo.

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