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Terzigno. Fabbricava armi clandestine: pistole da giocattolo a vere. In manette Annunziata

venerdì 10 febbraio 2012, di Giovanna Salvati


Terzigno. Da pistole giocattolo ad armi vere: in manette Gaetano Annunziata. Un blitz che ha messo in ginocchio nella notte di ieri l’ “innovativa” attività illecita di un 44enne di Terzigno. Una produzione di armi clandestine che ormai già da diversi mesi era stata messa in piedi da Annunziata, profilo insospettabile, incensurato ma non per questo immune. L’uomo all’interno della propria abitazione infatti aveva messo su un piccolo arsenale, un officina dove venivano modificate armi giocattolo. Ma procediamo con ordine. Annunziata, residente in via Zabatta, era ormai da mesi finito nel mirino dei carabinieri della locale stazione guidati dal maresciallo Adolfo Montagnaro. I carabinieri, dopo giorni di attività investigativa avevano monitorato ogni azione dell’uomo, tanto da rimanere insospettiti da alcuni atteggiamenti. Annunziata infatti puntualmente lavorava sino a tarda sera, le luci sino a notte fonda e l’andirivieni di alcune persone nonostante l’orario insolito hanno alimentato maggiori sospetti e cosi permesso ai militari di intensificare i controlli. Di qui, lo strano acquisto di pistole giocattolo che avrebbero cosi incastrato, l’uomo. E cosi ieri mattina il blitz. I carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione di Annunziata: pochi minuti per entrare nel covo e di li alla perquisizione. Nel garage la sorpresa sotto gli occhi dei militari. Una fabbrica di armi clandestine curata nei minimi dettagli: una pistola calibro 38 con matricola abrasa, con essa altre 4 pistole giocattolo modificate per sparare cartucce vere;. Inoltre i militari hanno trovato 52 cartucce di vario calibro e in una cassetta utensili vari per modificare le armi giocattolo e renderle vere. L’uomo attraverso un cambio di alcune parti delle pistole giocattolo rendeva la pistola vera, idonea allo sparo e pertanto a sparare colpi di arma da fuoco di vario calibro. Un sistema assai articolato per un lavoro minuzioso di cui Annunziata ormai era divenuto assai esperto. Una procedura assai curiosa ma allo stesso tempo una ideazione alquanto creativa ed apparentemente insospettabile, sino a ieri. A chi fossero destinate quelle armi è ancora da scoprire ma di certo , almeno secondo quanto emerge dalle indagini dei militari, le armi potrebbero essere state fabbricate per mettere a segno alcune rapine e quindi su commissione. La pistola infatti, apparentemente falsa avrebbe potuto ingannare ed intimorire doppiamente le vittime. Ora saranno i militari a cercare di ricostruire una eventuale rete di clienti o capire se alcune di quelle armi siano state mai utilizzate in eventuali episodi di violenza. L’uomo arrestato, è ora detenuto nella casa circondariale di Poggioreale, dove sarà ascoltato nei prossimi giorni dai magistrati. Il garage sottoposto a sequestro e l’intero frutto dell’attività clandestina ed illecita sequestrata. Predisposto anche l’esame balistico dei proiettili.

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