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Ottaviano. Al Castello Mediceo ritorna la principessa Maria Giovanna d’Ottajano

martedì 21 febbraio 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Due momenti storici: 10 novembre 1776 Maria Giovanna principessa d’Ottajano sposa Sigismondo Chigi nel Castello Mediceo. 1 Febbraio 2012 Mimmo Tuccillo rievoca il sogno di una giovane sposa rivisitando il suo magnifico abito e riportandolo nella stanze medicee. Sono passati 236 anni, due secoli e mezzo e dalla favola principesca di tempo ne è passato. Per quei corridoi ormai dismessi rimane quasi nulla, o niente degli affreschi del Mozillo. I grandi ventagli che ornavano le stanze reali, angeli in oro sui grandi letti a baldacchino, per non parlare del mattonellato e persino delle inferriate, ne rimane solo qualche appunto qua e la sparso su chi ha voluto ricostruire quegli anni, conservandone il ricordo solo attraverso vecchie fotografie, di una collezione privata, o in quale pagina di storici locali. Marmi, pietre, arcate, pezzi di lastrico per arrivare ad un arredamento che è ancora facile trovare. Ebbene si, negli anni in cui quel castello su incustodito, i saccheggiatori portarono via di tutto e si vocifera, vox populi vox Dio, che la maggior parte dell’arredamento giace in molte case private di alcuni cittadini ottavianesi. Ed è stata quella magia del lontano 1776 a riportare in vita la storia di un popolo octanajense che con quel matrimonio del 10 novembre entrò nelle principali casate, che di importante, avevano soprattutto la memoria. E allora da quelle pagine di storia la favola è ritornata a vivere, facendo sognare non poche giovani donzelle ottavianesi nel rinomato e tanto auspicato principe azzurro. “Giuseppe III Medici, principe di Ottajano, capo di un importante loggia massonica, - si legge tra le riga di un libro del prof. Carmine Cimmino - che era frequentata dalla regina Maria Carolina, nel 1776 “conchiuse” il matrimonio della sorella Maria Giovanna con Sigismondo Chigi”. Un matrimonio con tutti i regali, principi, duchi e duchesse, un banchetto nunziale degno delle migliori favole e con un lieto fine, il tutto con un regalo davvero singolare. “Alla sposa che andava a vivere a Roma – continua - il principe donò un quadro in cui erano rappresentati dalla mano maestra di Iaques Volare il monte Somma, il castello Mediceo, la parte montana dell’alveo Rosario e, in primo piano lo stesso Giuseppe e la moglie, Vincenza Caracciolo dei Principi di Avellino che salutano i due sposi novelli mentra si allontanano dal Castello”. Un quadro straordinario, entrato nella collezione di Mario Praz e non fu mai né donato, né mai pensato di donarlo al comune di Ottaviano, tralaltro il pittore fu pagato con una parte degli 800 ducati che gli ottajanesi poco spontaneamente diedero al Principe come regalo di nozze. Quando vi fu celebrato il banchetto nunziale, il castello era un fervido cantiere. All’ingresso del portone principale nei pressi della spaziosa stalla che ospitò circa 28 cavalli il principe sostò qualche istante alla vista della bellissima sposa. Quello che ha sigillato la rievocazione in se per se del costume dello stilista è stato riposizionare nella stessa location, dalla balconata centrale all’interno del castello, seppur 236 anni dopo, della modella nell’angolo dove la principessa Maria Giovanna d’Ottajano, prima di andar via salutò il suo popolo. Un matrimonio passato si, ma che ha riportato tanti ottavianesi alla memoria di quei giorni che furono, e dove la vera amarezza malinconia risiede nel vedere le porte di quel Castello, seppur oggi ristrutturato e ceduto all’Ente Parco chiuso, se non in mere occasioni. Eppure il Castello “fu nido di signori raffinati e rapaci, porta dell’ingresso degli Inferi, rifugio e covo, lussuosa sede di principesche vacanze, rudere saccheggiato, cava di pietre e marmi, riscatto sociale, vendetta sociale e reggia di una camorra proletaria”.

LA COLLEZIONE DI MIMMO TUCCILLO: “La collezione parte dalla storia, musa ispiratrice di quei tempi che furono ma puntando sulla modernità di un Castello che continua a rievocare magia e splendore regale”. A commentare è lo stilista, beniamino ottavianese, Mimmo Tuccillo, che ha dato vita, attraverso i suoi abiti, ad una rivisitazione degli abiti matrimoniali e non solo, che furono indossati dalle nobildonne che si sono susseguite alla corte di uno dei Castelli (seppur ribattezzato come Palazzo) simbolo di storia ma soprattutto dell’identità di un popolo che tutt’oggi grida “toccateci tutto tranne il nostro Castello”. “Sono di Ottaviano – continua lo stilista Mimmo Tuccillo – qui sono nato, qui vivo e seppur per lavoro viaggio molto, non ho mai voluto andar via da questa terra che racchiude una storia che forse in tanti dimenticano o ignorano, ma io no. Io qui trovo la mia ispirazione migliore, come una collezione che non è solo un viaggio nella storia del Castello, ma vuole raccontarvi l’universo femminile delle nobildonne che si sono susseguite sulla nostra città dai Chigi ai Caracciolo De Medici”. La collezione di Mimmo Tuccillo denominata “Neve sul Vesuvio” ha preso forma all’interno del Castello Mediceo, e gli abiti sono stati cuciti con stoffe in seta taftà, inoltre sono arricchiti con ricami preziosi e pizzi francesi. Ogni boustiuer rievoca, seppur attraverso una rivisitazione moderna dello stilista, l’eleganza e la raffinatezza delle dame della corte medicea "gli abiti sono stati collocati nel loro ambiente, ovvero all’interno del Castello Mediceo, "abbiamo voluto immortalarmi attraverso degli scatti a cura di Matteo Anatrella - conclude Mimmo Tuccillo - giocando con i colori, ma sopratutto attraverso una location che parla da sola, affreschi in parte rimasti incolumi al tempo, ma di recente ristrutturazione, inoltre partendo da quel matrimonio del 1776 tra Sigismondo Chigi e la principessa Maria Giovanna d’Ottajano"

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