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QUALCUNO HA VISTO IL PAPA?

UN ALTRO SUCCESSO DEL LABORATORIO DI INTERPRETAZIONE DEL TRIANON

Napoli, si sa, è una città ricca di sorprese e di fantasia, ma chi la immaginerebbe addirittura come scenario per il rapimento del Papa? Il Santo Padre è a Napoli per una visita alla città quando, per una serie di circostanze assurde, viene rapito e portato nel quartiere di Secondigliano.

martedì 21 febbraio 2012, di Mauro Romano


I ragazzi del Laboratorio di interpretazione “Nino e Carlo Taranto” tenuto da Corrado Taranto e Francesco Spera al Teatro Trianon, organizzato dalle associazioni di volontariato Peter Pan Partenopeo Onlus e Il Pozzo dei Desideri Napoletano, con il patrocinio morale del CSV Napoli, hanno avuto un altro grande successo di pubblico e critica partecipando, con attori professionisti (Corrado Taranto, Maria Elena Bianco, Ciro D’Ambrosio, Vincenzo De Lucia, Mauro Palumbo e Rosario Russo), alla commedia in stile americano QUALCUNO HA VISTO IL PAPA? di Corrado Taranto, regia di Marco Palumbo.

Napoli, si sa, è una città ricca di sorprese e di fantasia, ma chi la immaginerebbe addirittura come scenario per il rapimento del Papa? Il Santo Padre è a Napoli per una visita alla città quando, per una serie di circostanze assurde, viene rapito e portato nel quartiere di Secondigliano. Il tassista sequestratore , colui che ha ideato e effettuato il rapimento, lo porta a casa sua. Il riscatto? Una giornata di pace nel mondo.

Il Papa, dopo essersi ripreso dallo spavento, comincia quasi ad apprezzare l’ospitalità di una famiglia semplice, diventandone, in alcuni momenti, quasi consigliere. Viene a contatto con una realtà che conosceva solo superficialmente e addirittura gli capita di conoscere un boss della malavita che, saputo della presenza del Papa in zona, va a trovarlo convinto di poter ricevere la Comunione dalle sue mani.

Il caso viene affidato ad un commissario milanese che è stato esiliato a Napoli a causa di una indagine su una partita di hamburger alterati che stava per coinvolgere tutto l’arco parlamentare ma ben presto viene “invitato” dai servizi segreti a lasciare il caso. Ma il lavoro per il commissario non mancherà, infatti, un giornalista televisivo si rifiuta di leggere un comunicato dell’editore nel quale si cerca sottilmente di accusare del rapimento del Papa, una frangia estremista dell’opposizione di governo.

L’editore verrà ucciso ed il primo indiziato sarà il giornalista. Alla fine verrà fuori che la colpevole è una velina che si è vendicata di una promessa non mantenuta. L’Onu accetterà le richieste del tassista sequestratore.

Il commissario verrà involontariamente gratificato con la consegna del rapito, che lascerà la casa con grosso rammarico, sapendo già di rimpiangere sapori e odori ritrovati in quei pochi giorni e che lui conservava nella scatola dei ricordi legati all’infanzia.

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