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Somma Vesuviana, al comune blitz dei carabinieri che prelevano atti amministrativi

sabato 3 marzo 2012


Somma Vesuviana. E’ stata una mattinata movimentata quella vissuta ieri negli uffici comunali di Palazzo Torino. Alle 10 infatti, nel cuore pulsante dell’attività politico-amministrativa di Somma Vesuviana, si sono presentati una decina di carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna (agli ordini del capitano Michele D’Agosto) per sequestrare atti amministrativi alla base di alcune attività d’indagine della Procura di Nola, sulla quale al momento vige il più stretto riserbo. Pochi i dettagli trapelati dal lungo e certosino lavoro compiuto ieri dai militari in Comune, i quali hanno lasciato gli uffici alle 14,30. Alla base della ricerca dei carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Castello di Cisterna (coordinati dal tenente Antonio Orlando) ci sarebbero, secondo indiscrezioni, alcune fatture, delibere e determine che testimonierebbero i lavori effettuati per conto del Comune da parte della ditta “So.Vi.” dei costruttori Vincenzo ed Ernesto Sodano. I due fratelli conquistarono le luci della ribalta la scorsa estate quando accusarono di presunte minacce e di aver intascato presunte tangenti il sindaco di Somma Vesuviana, Raffaele Allocca, il figlio Celeste e l’assessore all’Ambiente Raffaele Angri. Parlarono di loro riferendo di diversi episodi e di lavori effettuati presso le private abitazioni. Vincenzo ed Ernesto Sodano (quest’ultimo candidato nel Pdl che sosteneva il sindaco Allocca) rispettivamente amministratore e socio della ditta edile di cui si ricercavano gli atti ieri, denunciarono ai carabinieri che più volte, dal 2006 al 2009, avevano lavorato per il Comune. Un lavoro che alla fine si era rivelato gratuito, stando al racconto dettagliato che i due costruttori fecero ai militari della Stazione di Somma Vesuviana, “avanzavano” ancora pagamenti per circa 120 mila euro, per avere una parte di questi soldi pagarono (così raccontano negli atti alla base dell’inchiesta aperta dalla procura di Nola e affidata ai pm Visone e Renzulli) una presunta tangente a Celeste Allocca e Raffaele Angri per poter sbloccare la pratica relativa al pagamento. Non solo, ma i militari ieri avrebbero anche constatato che per gli uffici comunali girerebbero “visitatori” non muniti di badge che frequenterebbero gli uffici a proprio piacimento, contravvenendo in sostanza a quelle che sono le regole di accesso alla casa comunale di cui lo stesso Ente di Palazzo Torino si è dotato.

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