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Ottaviano. Abusivismo edilizio: piscine, tavernette, appartamenti? No, sono solo "ristrutturazioni"

mercoledì 7 marzo 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. 636 cantieri sottoposti a sequestro dal 2004 sino ad oggi e che tutt’ora rimangono in stato di sequestro, 36 le ordinanze di demolizioni per manufatti sorti in piena violazione delle normative edilizie. E poi ci sono le inosservanze alle norme paesaggistiche perché per qualcuno possono rientrare nel "vedo non vedo", le comunicazioni di inizio lavoro per ristrutturazioni che si trasformano in castelli ed infine a 100 metri dal centro cittadino c’è chi invece viene sfrattata senza se e senza ma. Storie di vita quotidiana insomma. Si, quella che con rabbia recita malinconicamente “chi tant’ e chi nient’”. “Ma almeno io non chiedo il piacere a nessuno”. Sono le parole di S.P. 79 anni, abita nel centro ma preferisce rimanere anonima perché “in questo paese come racconti o dici qualcosa contro, solo perché dici quello che pensi ti fanno i dispetti”. E lei di dispetti ne ha subiti “ho cercato di capire meglio la situazione che stavo vivendo solo tre anni fa, quando mi veniva comunicato che dovevo andarmene da questo stabile, prima perché era inagibile, poi perché il mio contratto affittuario era scaduto, poi perché era pericolante la palazzina, poi perché dovevano fare i lavori delle fogne, e poi mi so scocciata io e me ne sono andata, potevo mai continuare a farmi prendere in giro?”. E’ tranquilla e racconta la sua storia guardando la sua vecchia abitazione dove ha vissuto ben 38 anni prima che il marito morisse, e iniziassero a notificarle quelle che la 79enne definisce “cartastraccia”. “Cosa pensate che io non capisco, io capisco benissimo, il problema è che io forse avevo effettivamente qualche problema tra carte e atti vari, perché se ne occupava mio marito, ma non ho trovato un valido aiuto in nessuno”. A microfoni spenti la signora si scaglia contro tutti e nessuno: è un fiume in piena, ma la sua casa è tra le 36 ordinanze di demolizioni perché sorti in violazione con le normative edilizie:insomma è abusiva. La sua abitazione però è un appartamento a piano terra, appena 90 mq. Nell’area non ci sono particolari riscontri che quell’immobile dia fastidio anche perché quasi isolato, eppure è destinato alla demolizione. Questo caso ci ha spinti cosi ad approfondire il tema e spulciare dati e qualche dossier sull’abusivismo si, ma cercare di capire perché è cosi alto il numero di sequestri. 636 cantieri che dal 2004 sono sottoposti a sequestro, di cui solo 70 sono relativi al 2011, è un dato anomalo, soprattutto se si pensa che tra controlli e campagne contro l’abusivismo dei rappresentanti locali dovrebbe almeno in questi ultimi anni essere calato. Ed invece? Sorpresa. Quando si dice che “carta canta” udite udite : i primi a trasgredire sono i “big”. Ovviamente ci riguardiamo bene dal citare nomi dei trasgressori che per noi saranno bing, ma per i quali è lo Stato ora e le forze dell’ordine ad essere i reali giudici, ma vi diamo qualche piccola anteprima sulla quale riflettere. Nel 2011 pensate che sono stati sottoposti a sequestro alcuni cantieri allestiti per semplici ristrutturazioni ma che invece, dietro le impalcature nascondevano l’obiettivo di piscine, tavernette, il tutto nel cuore della città. Risultato? Denunciato il trasgressore e sigilli all’immobile. Ma non è l’unico: tettoie, verande, muri di cinta, depositi, insomma vi garantisco che più si legge e più ne escono di abusi. E la cosa che stupisce è che tutti avvertono prima di iniziare i lavori (questione di educazione) ma comunicando solo ristrutturazioni che poi si svelano essere lavori da invidia alla Warner e i suoi castelli. Unico neo? Che i primi a finire con il cantiere sequestrato sono quelli che promulgano la lotta all’abusivismo e alla legalità, e i loro parenti. Meditate gente, meditate.

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