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Ottaviano. Dal Parco Verde con le Giacche Verdi per scoprire il mondo ippico

mercoledì 28 marzo 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Dalle palazzine del Parco Verde alla Città di Pace: studenti in sella al cavallo per gridare no alla dispersione scolastica e si al rispetto dell’ambiente. Se è vero che il sorriso rappresenta l’espressione della cultura, l’esercito dei bambini, dell’Istituto R. Viviani del Parco Verde- Pascarola di Caivano, ieri ha ricevuto il massimo del riconoscimento ad honorem per una lezione davvero speciale. Un percorso didattico partito tra i banchi di scuola ed arrivato, grazie alla disponibilità, ancora una volta, dell’Associazione Giacche Verdi ed il suo Presidente Andrea Nocerino, in uno dei punti strategici del Parco Nazionale del Vesuvio. Nella singolare cornice , quella di Villa Elena, messa a disposizione dall’impeccabile padrone di casa, sempre disponibile a sposare tali iniziative, Gennaro Manzi, con i figli Filippo ed Emilio, gli studenti hanno potuto vivere una mattinata relazionandosi con i cavalli.Un percorso inaugurato con la lezione di Antonio Franzese,detentore dell’antica arte della mascalcia ovvero dalla produzione alla ferratura a caldo dell’ equide, passando da quella delicata della sellatura tenuta da Angelo Tufano, sino al galoppo e trotto. A cavalcare il riscatto per un giorno, loro che troppo spesso vengono etichettati come “ragazzi diversi” hanno galoppato in sella a quei cavalli liberi da pregiudizi, dai problemi e dalle difficoltà nelle quali ogni giorno sono calati, accompagnati passo per passo dai loro speciali cavalieri:Pasquale Sannino,Domenico Tufano,Gaetano Lamberti e Riccardo Compagnone. “Il cavallo per me rappresenta la libertà: mi porta lontano da dove si spaccia, si uccide e si arresta, ma dove ci sono i cavalieri e i castelli”, questo uno dei tanti pensieri raccolti su delle nuvole in uno dei cartelloni realizzati dove i bambini hanno raccolto le loro sensazioni. Insomma,tanti i sorrisi e soprattutto la gratificazione per i docenti e la stessa dirigente scolastica, la prof. Eugenia Acanfora, per una mattinata che per una volta ha saputo ricalcare quello che c’è di buono in quei bambini: la libertà troppe volte negata di essere bambini.

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