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Menna e il suo libro "Se Steve Jobs fosse nato a Napoli" fanno tappa ad Ottaviano

giovedì 15 marzo 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Giovani e politica, ma soprattutto i giovani e le loro speranze, le loro paure quelle che inevitabilmente riescono a prevalere sui sogni e sulle buone idee. Questo e molto altro ancora è quello andato in scena nell’aula consiliare del palzzo municipale dove è stato presentato il libro di Antonio Menna "Se Steve Jobs fosse nato a Napoli". Ad offrire l’occasione di dibattito e confronto alla platea è stato il team dei Giovani Democratici, primo fra tutte la neosegretaria Marisa Cassese, battezzata da pochi giorni e subentrata all’eccellente figura di Riccardo Compagnone che ha guidato con caparbia e determinatezza il gruppo politico giovanile in un momento di delicata crisi idealistica e non solo. “Sono commossa ma mi sento questa sera di invitare i miei coetanei a non scappare perché non è giusto – ha spiegato la giovanissima Cassese - Bisogna rimanere e cercare di cambiare le cose, perché le cose possono cambiare” Un intervento limpido e genuino, che è stato subito recuperato ed elogiato dall’onorevole Luisa Bossa. Stringendo le mani alla giovane leader ha sottolineato l’importanza di credere nei valori, in ideali sani e di impegnarsi “perché voi potete cambiare l’assetto delle cose, avete quell’energia pulita, nuova, vera, sincera che può rappresentare novità per una classe politica come in un paese”. Temi importanti che hanno preso il vi grazie alla presenza del giornalista Antonio Menna, che grazie ad un suo post pubblicato sul suo blog in occasione della morte di Steve Jobs, cofondatore della celebre azienda informatica Apple ha lanciato una serie di interrogativi sintesi di “E se Steve Jobs fosse nato a Napoli”. Uno scritto dove pessimisticamente si narra della ricerca di riscatto di due giovani per la creazione di un software che attraversano decine di peripezie. “E’ la visione pessimistica si ma quella reale dove la lentezza burocratica ti impedisce di creare un impresa, dove i giovani non hanno fondi a disposizione, dove la camorra bussa alle porta di tutti - tuona Menna distruggendo cosi lo genio che viene congelato di giovani che sono cosi demoralizzati”. Una serata che ha tanto lasciato il segno: iniziando dalla testimonianza di un giovane che ha creato grazie ad un idea un impero, alla rispolverata di aziende come l’Adler Plastic di Paolo Scudieri “che non ha nulla da invidiare alla Apple” sino alla richiesta di dialogo invocata tra giovani e politici arrivata da Compagnone, che rimane inascoltata in un paese che dimostra ogni volta di avere talenti e doti genuine e veritiere.

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